Regionali 2020, la Lega spera ancora di sbarrare la strada a Fitto con Nuccio Altieri. Il borsino di tutti i candidati consiglieri della provincia di Foggia

La finestra di luglio per le prossime elezioni amministrative regionali, checché ne pensino i governatori Luca Zaia, Vincenzo De Luca, Giovanni Toti e Michele Emiliano vogliosi di capitalizzare il loro consenso pandemico, pare ormai lontana

La finestra di luglio per le prossime elezioni amministrative regionali, checché ne pensino i governatori Luca Zaia, Vincenzo De Luca, Giovanni Toti e Michele Emiliano vogliosi di capitalizzare il loro consenso pandemico, pare ormai lontana. Tutti i maggiorenti politici si sono persuasi che si voterà in autunno tra il 20 settembre e l’11 ottobre. Il 27-28 settembre, con un doppio giorno per evitare gli assembramenti e dilazionare le presenze alle urne, sembra una data molto probabile.

NEL CENTRODESTRA

Intanto il centrodestra è ancora in panne per l’indicazione del candidato presidente, benché Raffaele Fitto abbia più chance rispetto a quelle che aveva all’inizio del lockdown, la Lega continua a tenere testa nella coalizione e a pretendere un suo uomo a guida della coalizione in Puglia. Dando per scontato che in Campania la spunterà Stefano Caldoro, a Matteo Salvini non resta che la Puglia, unica regione più in bilico per affermare la sua strategia di Lega nazionale, che rischia di arenarsi di fronte agli incalzanti Fratelli d’Italia. Nei prossimi giorni nell’incontro nazionale tra i leader, la Lega presenterà al tavolo della coalizione l’opzione Nuccio Altieri e secondo molti Salvini potrebbe farcela anche in virtù del fatto che nessuna regione del Sud ha avuto sinora un candidato leghista.

Queste manovre non fermano però Fitto, che stando ai rumors avrebbe già pronte le sue due fortissime liste civiche, che si andrebbero a sommare ai tre partiti, Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega. I brand civici sono ancora ignoti, ma la sua personale lista, che potrebbe chiamarsi Tutti per Fitto in provincia di Foggia, dovrebbe avere quasi sicuramente come candidata di punta l’imprenditrice turistica garganica Annamaria Fallucchi, moglie dell’ex presidente della Camera di Commercio Fabio Porreca ed amica di vecchia data del leader di Maglie. In quella stessa lista potrebbero correre per Fitto presidente l’ex leghista foggiano Alfo Fiore, gli ex sindaci Antonio Giannatempo e Marco Camporeale e un nome indicato dal presidente della Provincia Nicola Gatta in rappresentanza dei Monti Dauni, individuato forse nell’amministratore di Castelluccio dei Sauri Luciano Azzone, che è anche delegato provinciale.

L’altra civica avrà l’impronta totiana (potrebbe chiamarsi CambiAmo la Puglia con Fitto) con un accordo di quel che resta dell’Udc, anche se non è chiaro se Napi Cera sarà della partita (molto più probabile che resti nel centrosinistra), e sarà dominata dall’imprenditore apricenese del marmo Paolo Dell’Erba, convinto di farcela questa volta dopo la mancata elezione del 2015, quando totalizzò circa 4mila voti. Oggi è sicuro di raccoglierne almeno 6mila.

L’azzurra Michaela Di Donna, in virtù del grande rapporto del cognato sindaco di Foggia Franco Landella con Giovanni Toti, si collocherà in questa lista o sarà costretta a sfidare ancora una volta il vicepresidente del consiglio regionale Giandiego Gatta in Forza Italia? Molti sono certi che Dell’Erba possa essere un osso ancora più duro dell’avvocato sipontino.

Nella Lega i giochi dei candidati sembrano fatti: la sfida è tutta tra i legali foggiani Joseph Splendido, amato dai colleghi ed espressione del gruppo dirigente dell’europarlamentare Massimo Casanova, e Luigi Miranda, legato ai gruppi più autonomi e con un forte zoccolo duro di consenso personale su Foggia, con l’outsider Marco Trombetta che giura: “Se sarò candidato sarò la vera sorpresa della Lega, serve cambiamento”. Più debole, almeno sulla carta, Vincenzo Riontino da Zapponeta. Tuttavia c’è chi fa trapelare la notizia di un ingresso leghista, finalmente deciso e maturato, da parte dell’ex assessore regionale all’Agricoltura ora nemico giurato di Emiliano, Leo Di Gioia. “Sarebbe il vero valore aggiunto della Lega”, dice qualcuno dai 5 Reali Siti. L’interessato però non si pronuncia, anzi allontana questa ipotesi, con i suoi fedelissimi. Deciderà dove collocarsi solo quando sarà ufficiale la data delle elezioni.

Tutto chiuso o quasi nei Fratelli d’Italia, con l’uscente Giannicola De Leonardis in pole, seguito da Bruno Longo, Ciccio D’Emilio e la sangiovannese Nunzia Canistro.

NEL CENTROSINISTRA

Saranno invece 5 le liste di Emiliano, 4 civiche più il Pd, controllato dall’assessore regionale Raffaele Piemontese, la cui rielezione è cosa certa. Se la batteranno per il secondo posto il capogruppo regionale Paolo Campo, favorito, e l’avvocato Guido De Rossi, che aveva cominciato una campagna elettorale molto giovane all’insegna delle citazioni di Jim Morrison.

La lista dei pisicchiani Senso Civico dovrebbe puntare sul sanseverese Francesco Sderlenga, mentre nella cassaniana Puglia Popolare di Emiliano potrebbe esserci Sergio Clemente.

L’Italia in Comune dei pizzarottiani e meridionalisti avrà come frontman Rosario Cusmai e molti candidati territoriali di bandiera a cominciare da Paolo Prudente di Vieste e Lucrezia Cilenti. Il movimento 24 agosto di Pino Aprile nella lista comunitaria potrebbe puntare su Pasquale Cataneo.  

C’è poi la lista dei professionisti e dei sindacalisti, che vedrà nelle sue fila Gino Giorgione, desideroso di farcela. Infine il rassemblemant di sinistra che potrebbe vedere in campo sia l’avvocato Giulio Scapato, già visto sui 6×3 sia il socialista ed ex consigliere regionale Pino Lonigro, oltre che esponenti vicini al Ministro Speranza.

I PENTASTELLATI

Non c’è partita nel M5S, che qualcuno colloca non al di sotto del 12% in Puglia, ma che, secondo molti analisti, avrebbe potuto disputare ben altro agone elettorale e politico con un candidato presidente nuovo anziché riproporre Antonella Laricchia. La rielezione della consigliera Rosa Barone appare scontata.





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