Flop Psr, la sentenza del Tar annulla la graduatoria di Emiliano. La Lega attacca. “Gli agricoltori gli chiedono di dimettersi”

Joseph Splendido: “Migliaia di agricoltori pugliesi per 5 anni hanno dovuto interrompere i loro investimenti, hanno visto diminuire la loro capacità di azione nei campi per rinnovare le proprie imprese e i propri fattori produttivi”

Non si contano le reazioni sulla sentenza del Tar sul Psr, che ha vanificato i tentativi di Michele Emiliano e della  struttura regionale guidata da Gianluca Nardone di mettere una pezza sui ritardi e sui ricorsi degli ultimi anni agricoli regionali. Il tempo è scaduto e gli agricoltori non hanno visto un euro della programmazione comunitaria, molti di loro hanno anche anticipato gli investimenti sperando poi di avere il finanziamento regionale. Ma la sentenza di ieri azzera ogni speranza.

Nel centrodestra, ma anche in alcuni battitori liberi come l’onorevole ed ex assessore vendoliano al ramo Dario Stefàno, si coglie la palla al balzo per rinfacciare il fallimento del Governatore su un tema da sempre sensibile nel territorio regionale. Il primo ad attaccare Emiliano è stato il suo ex assessore civico Leo Di Gioia, fortemente voluto e rivendicato 5 anni fa dal tessuto imprenditoriale pugliese di Capitanata, con l’ex presidente della Camera di Commercio Fabio Porreca in testa.

Dalla Lega il tema agricolo è ghiotto per la campagna elettorale. “La sentenza del TAR Puglia certifica il fallimento di Emiliano e della sinistra sulla gestione dei fondi per l’agricoltura. Un settore già in difficoltà per la crisi sanitaria legata all’emergenza Covid-19, oggi paga anche l’incapacità della Regione Puglia, rimanendo senza risorse fondamentali per la ripresa. Altro che pensare alla data del voto delle prossime elezioni, Emiliano dovrebbe solo dimettersi!”, ha scritto in una nota il Segretario Regionale della Lega On. Luigi D’Eramo.

“La sentenza del TAR Puglia documenta, ove mai ce ne fosse stato bisogno, la drammatica situazione dell’agricoltura pugliese e il disastro dell’amministrazione Emiliano e della sua tanto decantata struttura tecnica, riorganizzata col Modello Maia, che alla luce dei fatti ha certificato la sua inefficienza e la sua improntitudine nell’inventare modalità di valutazione che hanno originato la graduatoria definitiva della misura 4.1.a del PSR, ieri smontata dal Tar”. Lo dichiara l’avvocato Joseph Splendido, dirigente regionale della Lega Salvini Premier e responsabile tesseramento del partito in Puglia e prossimo candidato nella lista leghista alla Regione Puglia.

“La Regione, dopo anni di ritardi e di annunci, ha tentato di riscrivere l’elenco dei beneficiari, in maniera arbitraria, creando illusioni e aspettative negli agricoltori pugliesi in un vorticoso crescendo propagandistico- prosegue il legale salviniano- Quegli atti emanati dopo un provvedimento illegittimo, con la sentenza sono caduti. È indegno ascoltare le parole della tecnostruttura in queste ore che si autoassolve dicendo che chi ha investito sulla base di un annuncio amministrativo non deve preoccuparsi e non subirà danni, ma sarà comunque remunerato da esborsi a valere sul bilancio autonomo”.

Aggiunge Splendido: “La Regione intende quindi fare debiti fuori bilancio per coprire il suo pasticciaccio? Restano i fatti: migliaia di agricoltori pugliesi per 5 anni hanno dovuto interrompere i loro investimenti, hanno visto diminuire la loro capacità di azione nei campi per rinnovare le proprie imprese e i propri fattori produttivi. Alcuni sono sull’orlo di una crisi finanziaria, si sono ridotti alla fame. Emiliano anziché preoccuparsi di andare al voto il prima possibile con colpi di teatro comunicativi e presenzialismi sulle reti televisive nazionali a tutte le ore, farebbe bene a dimettersi e a chiedere scusa al mondo agricolo, settore trainante insieme al turismo per il Pil regionale e che mai come in questo momento storico è decisivo per la ripresa e la competitività del Paese e della nostra regione. Emiliano ha dichiarato di sentirsi costretto a ricandidarsi: si dimetta, nessuno lo invita a portare questa croce, che sin qui ha portato anche male. Gli agricoltori pugliesi gli chiedono di andare a casa”.

Si esprime anche l’avvocato Luigi Miranda, altro candidato in pectore della Lega, che rileva: “Il disastro è servito. Il Tar ha annullato la graduatoria della misura 4.1.A del Piano di Sviluppo Rurale della Puglia, confermando gli errori di strategia e di approccio della Regione nell’ambito di una delle più delicate partite del nostro settore agricolo. Un comparto fondamentale per il sistema economico della regione e della provincia di Foggia, che ha nell’agricoltura una delle sue principali vocazioni ed uno dei suoi asset più importanti, subisce l’ennesimo colpo pesantissimo. In piena e drammatica crisi economica le imprese che attendevano risposte in termini di investimenti non vedranno un solo centesimo delle centinaia di milioni di euro che erano a disposizione. Proprio adesso che di quelle risorse c’era più bisogno. I risultati valgono più degli slogan. I fatti contano più degli annunci e delle rassicurazioni che in queste ore la Regione cerca di fornire per provare a sminuire la gravità di un vero e proprio fallimento gestionale e di programmazione. Le conseguenze giudiziarie degli errori della Giunta regionale hanno prodotto i loro frutti avvelenati, tanto più amari in una fase di grandissima difficoltà per l’economia della Puglia e soprattutto per quella della Capitanata”.

 





Change privacy settings