Rifiuti, “Tekra vuole licenziare 7 persone”. Chiesto intervento commissari Cerignola: “Fatto grave e illegittimo”

“Dopo aver dato per assodato che tutto quello che è oggi stiamo vivendo con grande difficoltà a Cerignola, dal fallimento SIA, alla chiusura degli impianti di Forcone Cafiero, fino alla TARI più alta d’Italia pagata dai cittadini, ha come responsabile una sola persona: Franco Metta, quello che succederà da ora in poi è, però, sotto la responsabilità della Commissione prefettizia. Per questo motivo chiediamo ad essa di intervenire su Tekra che ha deciso di licenziare sette persone, venendo meno a quanto previsto dalle condizioni riportate nella proposta tecnico – economica presentata dalla stessa ditta per aggiudicarsi il servizio”. Così il già Consigliere Comunale di Cerignola Tommaso Sgarro, sul tentativo della società di tagliare sette persone dalla pianta organica dell’azienda. 

“Tekra è gestore del servizio di raccolta e spazzamento, dopo il fallimento di SIA, per ordinanza seguita a un’indagine di mercato e non per bando pubblico. Sei mesi a partire dal 22.01.2020, per un importo totale complessivo di 3.764.730,8 euro1 oltre IVA al 10%, inclusa la salvaguardia di tutti i livelli occupazionali del personale della ex società in House SIA FG4 s.r.l., del cantiere di Cerignola, nel rispetto della clausola, di cui all’art. 6 del C.C.N.L. FISE. Quando Tekra ha accettato l’offerta conosceva benissimo del mansionario e la pianta organica. Come può, oggi, un’azienda che di fatto ha solo il compito di garantire il servizio nelle more del bando pubblico per l’affidamento del servizio secondo procedure di legge, immaginare di licenziare precludendo il futuro di sette persone? Il costo di quelle professionalità è all’interno della TARI pagata dalla cittadinanza. Quale vantaggio vuole trarre Tekra, costringendo sette professionalità al licenziamento?”.

“Si fa tutto questo -conclude Sgarro- nella più totale assenza di un adeguato Piano industriale, e sapendo, a oggi, quel futuro per l’impiantistica di Forcone Cafiero, il cui rilancio nel ciclo integrato dei rifiuti è essenziale per l’abbassamento della costosissima TARI pagata dei cerignolani. Rispetto a questo e al licenziamento di sette professionalità, chiediamo alla commissione di prendere posizione e salvaguardare i livelli occupazionali così come stabilito da proposta tecnica. Non si può sempre fare i pesci in barile”.





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