Utilizzo indebito di soldi pubblici, indagato dirigente della Provincia di Foggia. Contestati i reati di peculato e falso ideologico

Si è di fatto appropriato della somma di denaro distratta dalle casse dell’ente per soddisfare un proprio interesse privato

Notificato dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Foggia, su disposizione della Procura, un avviso di conclusione delle indagini preliminari ad un dirigente della Provincia. Le indagini condotte dai militari dell’Arma e coordinate da Marco Gambardella, pm specializzato nei reati contro la pubblica amministrazione, hanno permesso di contestare, quantomeno nella fase delle indagini preliminari, i gravi reati di peculato e di falso ideologico posti in essere da un dirigente dell’Ente territoriale al fine di procedere all’oblazione di una sanzione penale pecuniaria irrogata dal Comando Provinciale vigili del fuoco di Foggia a tale soggetto, il tutto dopo i controlli effettuati ad un edificio scolastico della provincia risultato carente sotto il profilo della sicurezza, come difatti riscontrato dagli stessi vigili del fuoco ma anche dallo Spesal dell’ASL a seguito di specifico sopralluogo.

Oltre alle prescrizioni imposte, è stata per Legge comminata anche un’ammenda di circa 650 euro nei confronti del dirigente pubblico in questione, come anche nei confronti del dirigente scolastico competente. Mentre quest’ultimo ha proceduto ad oblare con risorse proprie, il dirigente della provincia ha fatto indebitamente formalizzare una determina, nella quale è stato impropriamente certificato che la Provincia era tenuta a tale pagamento, traendo tra l’altro in inganno il dirigente firmatario di tale atto amministrativo, come anche l’estensore materiale dello stesso. In conseguenza di ciò, il protagonista di tale azione ritenuta illecita dagli inquirenti si è di fatto appropriato della somma di denaro distratta dalle casse della Provincia per soddisfare così un proprio interesse privato. Le investigazioni sviluppate attraverso acquisizioni documentali svolte dagli investigatori dell’Arma direttamente presso gli uffici della Provincia di Foggia, dove vi è stata un’ampia collaborazione, ed anche mediante assunzioni testimoniali, hanno quindi permesso di riscontrare l’anomalia contestata poi penalmente al dirigente pubblico che, nei prossimi giorni, avrà la possibilità, tramite il proprio difensore, di presentare eventuali memorie difensive oppure farsi interrogare direttamente dal pm.

I reati in materia di Pubblica Amministrazione, al pari delle altre fattispecie criminose, rappresentano una pericolosa insidia per il bene comune ed in particolare esercitano offensività giuridica nei confronti della “buona amministrazione” in materia di risorse pubbliche. I principi di giustizia e legalità, inevitabilmente, passano quindi anche attraverso il determinato contrasto di tali patologie nonché distorsioni del sistema Stato-apparato, compito istituzionale di primaria importanza da parte di Magistratura e Forze dell’Ordine.





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