Regionali 2020, Emiliano più sicuro, leghisti spaventati. Tentazione Leo Di Gioia per i renziani

In Puglia i leghisti si interrogano su quei 100mila voti che la coalizione di centrodestra in virtù del voto disgiunto ha “regalato” a Bonaccini. Lo stesso potrebbe accadere con Fitto

La vittoria del piddino Stefano Bonaccini in Emilia Romagna e della forzista Jole Santelli in Calabria spegne un po’ gli entusiasmi della Lega di Matteo Salvini. A meno di improbabili colpi di scena sarà ormai Raffaele Fitto in quota Fratelli d’Italia il candidato alla presidenza per la Puglia, che dovrà vedersela contro il Governatore Michele Emiliano e la pentastellata Antonella Laricchia.

In Puglia i leghisti si interrogano su quei 100mila voti che la coalizione di centrodestra in Emilia Romagna in virtù del voto disgiunto ha “regalato” a Bonaccini. C’è stata una fuga di voti da Lucia Borgonzoni in direzione governatore uscente. Lo stesso potrebbe accadere, sussurrano alcuni salviniani più accorti, in Puglia, se il candidato prescelto dal centrodestra non dovesse essere troppo amato. Il tema c’è tutto, ma in questo momento Emiliano è sicuramente sereno. La sua tranquillità deriva anche dal forte ridimensionamento del M5S, che in Puglia si presenta anche diviso. Non tutti gli attivisti sprizzano di gioia per la rinnovata candidatura di Laricchia. C’è chi ipotizza che possa essere solo lei l’eletta, se le percentuali dovessero essere simili a quelle registrate in Emilia Romagna e Calabria.

Conviene dunque al M5S andare da solo in Puglia? O non sarebbe meglio affiancarsi con la propria lista nella coalizione di Emiliano? È questo il tentativo che stanno facendo in tanti, a cominciare dal premier Giuseppe Conte.

Laricchia però appare irremovibile. “La Puglia è un’altra storia, perché abbiamo iniziato a lavorare, per vincere nel 2020, dal 1°giugno 2015 facendo una vera opposizione a Emiliano, leggendo le carte e beccando scandali e sprechi, più o meno recenti, con responsabilità tanto del centrodestra quanto del centrosinistra, facendo risparmiare milioni di euro ai pugliesi. Lo ribadiamo ancora una volta: siamo la sola alternativa a destra e sinistra e chi oggi parla di equilibri cambiati evidentemente non ci conosce. Abbiamo iniziato a scrivere il programma da marzo 2019, partendo da quelli che sono i temi più sentiti dai pugliesi: lavoro, legalità, sanità, trasporti, solo per citarne alcuni”, ha rilevato in una nota stampa.

Intanto nel centrodestra gli animi sono più cauti in queste ore. Da giorni si ipotizza di una candidatura nella lista civica del candidato presidente del sindaco di Candela e presidente della Provincia Nicola Gatta.

L’interessato a l’Immediato non ha smentito i rumors. Sta decidendo, se si candidasse infatti dovrebbe dimettersi da sindaco e da numero uno di Palazzo Dogana. Anche alcune querelle, come quella del Giro d’Italia, potrebbero leggersi, secondo alcuni, come un suo tentativo di smarcarsi per presentarsi come ideale candidato dei Monti Dauni e del mondo agricolo, da cui lui proviene. Stando alle stime di alcuni suoi fedelissimi Gatta avrebbe in dote almeno 8mila voti.

Anche l’altro Matteo, Matteo Renzi, esce ammaccato dal voto di ieri. C’è poco spazio per un polo alternativo, in un quadro che ritorna fortemente bipolare. I renziani potrebbero sperare soltanto in una spaccatura della coalizione di centrodestra, se la Lega dovesse andare allo scontro con Forza Italia e Fratelli d’Italia. Tiene banco comunque l’indiscrezione che vede Leo Di Gioia in contatto addirittura con Matteo Renzi, per il tramite di Ivan Scalfarotto, per la candidatura a presidente della Regione Puglia per Italia Viva, qualora Teresa Bellanova non fosse disponibile alla sfida.

Non sarebbe un suicidio collettivo candidare Leo Di Gioia, responsabile del flop del Psr? “La vicenda agricola la conosco molto bene, le semplificazioni non sono possibili. Il fallimento ha soprattutto un nome ed è quello di Emiliano”, ribatte secco il renzianissimo Lorenzo Frattarolo.

“Io Di Gioia non lo voto”, dice invece un renziano di primissimo piano.

1 e 2 febbraio sono i giorni della convention di Italia Viva a Cinecittà dove saranno indicati i gruppi dirigenti di ciascuna regione e provincia.





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