Medici 70enni, l’ipotesi “assurda” per l’Asl di Foggia. Liste d’attesa? “Siamo in frontiera, impossibile ridurle”

“Seicento posti sono una deadline non solo burocratica, ma anche funzionale. Abbiamo polarizzato i tre ospedali, ognuno avrà la sua mission e servirà anche al Policlinico di Foggia e a Casa Sollievo”

“Impossibile ridurre le liste d’attesa senza medici. Il governo adesso vorrebbe aprire fino ai 70enni, una ipotesi assurda, perché non incentiva nuova occupazione e comporta costi doppi rispetto all’assunzione di un giovane”. Vito Piazzola, direttore dell’Asl di Foggia, le sta provando tutte. “Ho lottato per mantenere i “vecchi 600 posti letto in provincia”, nonostante la recente cessione del “Lastaria” di Lucera al Policlinico “Riuniti” di Foggia. Ma quando si ragiona sulla programmazione degli altri ospedali – Cerignola, San Severo e Manfredonia –, si sbatte la testa sempre contro lo stesso ostacolo: pochissimi medici accettano la Capitanata come destinazione. Soprattutto se la destinazione è nell’Alto Tavoliere, quel Masselli Mascia “ospedale a nord di tutti gli oltre 30 presidi pugliesi”. Hic sunt leones, verrebbe da dire. “Appena possono, i medici vanno via per avvicinarsi a casa”, chiosa.

“Per il momento bisogna stare tranquilli – spiega il manager – e mantenere il sangue freddo, perché in queste fasi a qualcuno può venire in mente di chiudere gli ospedali. Abbiamo lottato per conservare tutti i posti letto nell’ultimo piano di rientro. Seicento posti sono una deadline non solo burocratica, ma anche funzionale. Abbiamo polarizzato i tre ospedali, specializzando un po’ di più Cerignola, riqualificandolo con una dirigenza all’altezza. Sulle specialità di base abbiamo fatto investimenti a San Severo, presidio dove scontiamo le difficoltà maggiori di reclutamento. A Manfredonia abbiamo lasciato le specializzazioni di base, ottenendo la conferma di tutte le strutture complesse – cosa non semplice perché non erano previste -, configurando l’area delle post acuzie con la lungodegenza e riabilitazione. Un triangolo importante, dunque, anche ad utilizzo dei due grandi ospedali, il policlinico di Foggia e Casa Sollievo della Sofferenza a San Giovanni Rotondo”.

Sulle liste d’attesa, non ha dubbi. “Siamo in frontiera, sulle barricate – precisa –. A volte abbandoniamo la nostra veste manageriale dicendo ‘mandateci i medici e noi li assumiamo’. Dobbiamo resistere, adesso dal governo ci arrivano spazi normativi a revisione delle vecchie blindature, sembra che da una parte possiamo tenere medici fino a 70 anni, cosa che trovo assurda per ovvie ragioni. Dall’altra, però, l’apertura per gli specialisti a 3 anni mi sembra un buon passaggio – conclude -. Potrebbe essere la via per ridurre le criticità. Servirebbe un ‘Piano Marshall”, ma tutti devono essere d’accordo con la revisione dell’intero sistema”.





Change privacy settings