Cittadinanza onoraria a Liliana Segre a Castelluccio Valmaggiore: la proposta del Ce.S.eVo.Ca. “La memoria patrimonio di tutti”

La senatrice il 30 gennaio 1944 venne deportata dal binario 21 della stazione di Milano Centrale al campo di concentramento di AuschwitzBirkenan

Il Centro Studi e Volontariato di Capitanata, a nome di Pasquale Marchese, ha presentato una proposta attribuzione della cittadinanza onoraria di Castelluccio Valmaggiore alla Senatrice Liliana Segre, attivista e politica italiana superstite dell’Olocausto e attiva testimone della Shoah italiana. Il primo cittadino, Rocco Grilli, si è impegnato a convocare un consiglio comunale straordinario in programma il prossimo 27 gennaio, Giornata della Memoria per ricordare le vittime dell’Olocausto per conferire la cittadinanza alla Segre.

La richiesta. “Egregio sindaco del Comune di Castelluccio Valmaggiore, sono Pasquale Marchese, presidente pro-tempore dell’APS Ce.S.eVo.Ca. (Centro Studi e Volontariato di Capitanata) e scrivo a lei e alla sua amministrazione comunale per manifestarle la proposta di questa associazione, della Fondazione La Picarella – Famiglia Patella e Carlo Ricchetti, della Pro-Loco di Castelluccio Valmaggiore e delle Associazioni di Volontariato e A.P.S.: Lì Senz’Art, Fraternita di Misericordia di Castelluccio Valmaggiore, E.R.A. – Castelluccio Valmaggiore, I Seguaci di Euterpe, Syncop, Il Mondo a Colori, Gruppo Astrofili dei Monti Dauni “Benito Palumbo”, Il Mondo che Vorrei, Orchestra Giovanile di Strumenti a Fiato “Dora Paolella del Maestro Alessio Carruozzo” e Libero Pensiero Giordano Bruno, per quanto in oggetto. Il Ce.S.eVo.Ca. che ha la sua sede nei Monti Dauni, a Castelluccio Valmaggiore, sta operando in questi ultimi anni, in particolare, nell’ambito del Servizio Civile Universale, curando la progettazione, l’avviamento e l’operatività di molti progetti su tutto il territorio provinciale ma in generale, stimolando la cultura del volontariato e della salvaguardia del territorio”.

Perché la cittadinanza a Liliana Segre? “La senatrice, nominata senatrice a vita dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il 19 gennaio 2019 ‘per aver illustrato la Patria con altissimi meriti nel campo sociale’, è nata a Milano in una famiglia ebraica, visse col padre Alberto Segre, e i nonni paterni. La madre, Lucia Foligno, morì quando Liliana non aveva neanche compiuto un anno. Di famiglia laica, Liliana ebbe la consapevolezza del suo essere ebrea attraverso il dramma delle leggi razziali fasciste del 1938, in seguito alla quale venne espulsa dalla scuola che frequentava. Dopo l’intensificazione della persecuzione degli ebrei italiani, il 30 gennaio 1944 venne deportata dal binario 21 della stazione di Milano Centrale al campo di concentramento di AuschwitzBirkenan, che raggiunse dopo sette giorni di viaggio. Fu subito separata dal padre, che non rivide mai più e che sarebbe morto il successivo 27 aprile. Alla selezione, Liliana ricevette il numero di matricola 75190, che le venne tatuato sull’avambraccio. Alla fine di gennaio del 1945, dopo l’evacuazione del campo, affrontò la marcia della morte verso la Germania. Venne liberata dalle Forze armate statunitensi il primo maggio 1945 dal campo di Malchow. Dei 776 bambini italiani di età inferiore ai 14 anni che furono deportati ad Auschwtz, Liliana fu tra i venticinque sopravissuti. Le ultime vicende che hanno visto la Senatrice Liliana Segre oggetto di attacchi ingiustificati da più parti, non possono essere accettati e devono essere fermamente condannati e anche la nostra piccola comunità deve fare la sua parte; perciò, ritenuto che la memoria della tragedia cui è sopravvissuta la Senatrice Segre, è un patrimonio e una risorsa per tutti gli uomini di tutti i tempi e che tale memoria va tramandata, le proponiamo di conferire la cittadinanza onoraria”, conclude Marchese.