• Contatti
lunedì 20 Luglio 2026
No Result
View All Result
l'Immediato
  • Cronaca
  • Inchieste
  • Politica
  • Sanità & Salute
  • Turismo
  • Cultura
  • Sport
  • Puglia
    • Bari
    • Bat
    • Cerignola e 5 Reali Siti
    • Foggia
    • Gargano
    • Grande Salento
    • Manfredonia
    • Lucera e Monti Dauni
    • Regione Puglia
    • San Severo e Alto Tavoliere
  • Cronaca
  • Inchieste
  • Politica
  • Sanità & Salute
  • Turismo
  • Cultura
  • Sport
  • Puglia
    • Bari
    • Bat
    • Cerignola e 5 Reali Siti
    • Foggia
    • Gargano
    • Grande Salento
    • Manfredonia
    • Lucera e Monti Dauni
    • Regione Puglia
    • San Severo e Alto Tavoliere
No Result
View All Result
l'Immediato
No Result
View All Result

Home - Mafia e traffico di droga sul Gargano, patteggia il baby boss Pacilli (figlio di Peppe U’ Montanar). A processo Caputo

Mafia e traffico di droga sul Gargano, patteggia il baby boss Pacilli (figlio di Peppe U’ Montanar). A processo Caputo

Di Francesco Pesante
19 Novembre 2019
in Cronaca
Condividi su FacebookCondividi su Twitter

Ha patteggiato 4 anni il 23enne Francesco Pio Pacilli, figlio di Peppe U’Montanar, uno dei capi storici del clan dei montanari, arrestato nel 2011 dopo un lungo periodo di latitanza.

Il giovane Pacilli finì al centro del blitz “Stirpe Criminale” del dicembre 2018 condotto dalla polizia e coordinato dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari. Proprio nel capoluogo di regione si è svolto il processo che nelle scorse ore ha registrato il patteggiamento del principale indagato, attualmente rinchiuso nel carcere di Foggia. L’enfant prodige del clan Li Bergolis-Miucci era accusato di traffico di droga, corruzione e dell’incendio dell’auto di un carabiniere, tutti reati aggravati dalla mafiosità.

Il gip non ha accolto il patteggiamento per Libero Caputo, 42 anni. Per lui rinvio a giudizio e processo da celebrarsi a Foggia dal 22 gennaio 2020. Il 21enne Matteo Caputo ha invece patteggiato 3 anni e 4 mesi. Condanne oscillanti tra 8 mesi e 2 anni per gli altri imputati, marginali rispetto a Pacilli e Caputo.

“Stirpe Criminale” scoperchiò il traffico di droga sul Gargano e in particolare a Manfredonia. Lo stupefacente, giunto dall’Albania, veniva recuperato dagli arrestati direttamente dagli uomini del clan e venduto nel centro sipontino. Senza scrupoli i criminali, colpevoli di aver anche bruciato l’autovettura di un carabiniere ritenuto scomodo.

I FATTI

Polizia e DDA arrestarono Francesco Pio Pacilli, classe ’96; Libero Caputo, classe ’77, Matteo Caputo, classe ’98; Salvatore Pacillo, classe ’63, Ciro Pacillo, classe ’97; Valentino Conoscitore, classe ’72. Alcuni ritenuti contigui alla criminalità organizzata garganica del gruppo mafioso dei “Montanari”, ritenuti a vario titoli partecipi dell’organizzazione criminale operante a Manfredonia e capeggiata da Francesco Pio Pacilli, figlio del noto Giuseppe Pacilli, alias “Peppe “U Muntanar”, catturato dalla squadra mobile di Foggia nel maggio 2011 dopo un periodo di latitanza di circa due anni.

La giovane consorteria criminale aveva di fatto monopolizzato lo smercio dell’hashish nella cittadina garganica. Fu accertata l’esistenza di una struttura organizzata caratterizzata da un sistema verticistico facente capo a Libero Caputo, imprenditore nel settore dell’abbigliamento a Manfredonia, e Francesco Pio Pacilli, entrambi deputati alla gestione, in prima persona, degli acquisti delle forniture di consistenti quantitativi di stupefacente, sfruttando relazioni privilegiate con altre consorterie criminali della provincia, ed occupandosi della gestione contabile dei consistenti ricavi generati dalla vendita al dettaglio attraverso una collaudata e ben organizzata rete di spaccio composta dagli altri sodali sotto-ordinati con grado di pusher a cui i due imponevano precise regole per lo spaccio al minuto.

Le attività tecniche evidenziarono il tentativo di Pacilli e Caputo di sbarazzarsi delle attenzioni rivolte loro dalle Forze di Polizia, sfruttandone la risonanza del gesto nel rapporto con i sodali e più in generale con gli altri concorrenti, dapprima incendiando l’auto di un carabiniere e successivamente arrivando addirittura a formalizzare una denuncia per atti persecutori nei confronti del medesimo per allentare i frequenti controlli.

Già durante un periodo ai domiciliari, i due pianificavano viaggi verso Cerignola per l’approvvigionamento di consistenti quantitativi di hashish. Su esplicito incarico dei vertici dell’organizzazione, infatti, Matteo Caputo e Raffaele Quitadamo, opportunamente istruiti da Pacilli, si procuravano un’auto a loro non riconducibile per recarsi a Cerignola.

Secondo gli inquirenti, Pacilli junior e Libero Caputo conquistarono l’egemonia dello smercio al dettaglio dell’hashish nella città di Manfredonia, impadronendosi di punti strategici quali “piazzetta Mercato” e più in generale alcuni luoghi di ritrovo dei giovani manfredoniani situati in zona Monticchio. 

Tags: drogaFrancesco Pio PacilligarganoLibero CaputomafiaManfredonia
Articolo precedente

Premio Paolo Borsellino, omaggio al poliziotto di Monte Sant’Angelo Gianni La Torre. “Esempio di serietà”

Articolo successivo

È ufficiale la nascita del gruppo delle sardine a Foggia. “Siamo convinti che un’Italia più libera e giusta, non solo è possibile, ma è necessaria”

Articoli correlati

Sparatoria in piazza a San Severo, il gip lascia in carcere il 50enne: “Una ritorsione perché mi avevano crepato di botte”

Incendio sulle colline del Foggiano, fiamme tra arbusti e macchia mediterranea a Motta Montecorvino

La “banda della marmotta” è arrivata nel centro di Foggia, assalto alla Bper di corso Garibaldi

De Benedictis e Chiariello

Ex avvocato Chiariello, revocato il sequestro da 4,3 milioni: il Tribunale dispone la restituzione dei beni

Caporalato nel Foggiano, al via il processo “Terra Rossa”. La moglie del prefetto Michele Di Bari tra gli imputati

Stadio Zaccheria, rilasciato il Certificato di Prevenzione Incendi per il settore Nord Ospiti

Ultime Notizie

Napi Cera
Politica

Autonomia differenziata e sanità, Cera attacca Decaro: “Evoca paure invece di spiegare i problemi della Puglia”

Il consigliere regionale della Lega replica al governatore dopo l'annuncio del ricorso contro la riforma: “Prima risponda su liste d'attesa,...

Sparatoria in piazza a San Severo, il gip lascia in carcere il 50enne: “Una ritorsione perché mi avevano crepato di botte”

Incendio sulle colline del Foggiano, fiamme tra arbusti e macchia mediterranea a Motta Montecorvino

Antonio De Sabato

Inchiesta DDA, De Sabato: “Lo scioglimento per mafia del Comune di Foggia trova nuove conferme”

La “banda della marmotta” è arrivata nel centro di Foggia, assalto alla Bper di corso Garibaldi

RSA di San Nicandro Garganico e Troia, società del gruppo Angelucci condannata a pagare oltre 736mila euro all’ASL Foggia

Quotidiano online registrato presso il Tribunale di Foggia, n. 3/2014 Società editrice: iMEDIA srls P.IVA 03942360714

  • Cookies policy
  • Privacy Policy
IMPOSTAZIONI PRIVACY

Copyright © 2026

No Result
View All Result
  • Cronaca
  • Inchieste
  • Politica
  • Sanità & Salute
  • Turismo
  • Cultura
  • Sport
  • Puglia
    • Bari
    • Bat
    • Cerignola e 5 Reali Siti
    • Foggia
    • Gargano
    • Grande Salento
    • Manfredonia
    • Lucera e Monti Dauni
    • Regione Puglia
    • San Severo e Alto Tavoliere

Copyright © 2024