Mafia Gargano, chieste dure condanne per “Pallone” e i suoi scagnozzi. Alla sbarra clan egemone di Vieste

Il processo si celebra con rito abbreviato davanti al gup del Tribunale di Bari Francesco Pellecchia che ha rinviato l’udienza a dicembre quando sono previste le arringhe degli avvocati difensori

Chiesta condanna a 20 anni di reclusione per il boss di Vieste Marco Raduano detto “Pallone”, 36enne a capo del clan omonimo. L’uomo è accusato di traffico e spaccio di droga aggravato dalla mafiosità, e di porto e detenzione illegale di armi. La Direzione distrettuale antimafia ha chiesto 20 anni anche per il presunto numero due dell’organizzazione criminale, Liberantonio Azzarone di 29 anni. Infine, 13 anni per il 26enne Gianluigi Troiano e 4 per il padre Luigi, 56enne.

I quattro viestani furono fermati il 7 agosto del 2018 dai carabinieri del nucleo investigativo di Foggia e dai colleghi della tenenza di Vieste su decreti di fermo spiccati dalla DDA. Il processo si celebra con rito abbreviato davanti al gup del Tribunale di Bari Francesco Pellecchia che ha rinviato l’udienza a dicembre quando sono previste le arringhe degli avvocati difensori. La sentenza di primo grado attesa per gennaio: in caso di condanna previsto lo sconto di un terzo della pena per via dell’abbreviato.

In alto, Raduano; sotto, da sinistra, Azzarone e G.Troiano

Raduano è ampiamente citato anche nella recente ordinanza cautelare “Neve di Marzo” che ha portato a ben 15 arresti nel mondo della malavita viestana: in carcere numerosi appartenenti al clan di “Pallone”. Giovani spregiudicati pronti a tutto per controllare il traffico di droga ed ammazzare i rivali del clan Iannoli-Perna, questi ultimi ormai dimezzati dagli arresti dei cugini Giovanni e Claudio Iannoli e dall’uccisione del giovane boss, Girolamo Perna detto “Peppa Pig”, ammazzato il 26 aprile 2019. (In alto, armi e droga sequestrate in “Neve di Marzo”; nel riquadro, Raduano)

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