Giovani ex leghisti, la solidarietà di Di Lernia da Cerignola. “Si premiano solo gli amici degli amici”

Fa ancora discutere la scelta di coloro che hanno abbandonato in massa il partito e che in questo weekend sono stati alla festa tricolore dei Fratelli d’Italia

Fa ancora discutere la scelta dei giovani della Lega, che hanno abbandonato in massa il partito e che in questo weekend sono stati alla festa tricolore dei Fratelli d’Italia, invitati da Franco Di Giuseppe. Molti dirigenti leghisti sono ancora beffardi nei confronti di Mario Giampietro e degli altri ragazzi, che alle amministrative foggiane sommarono circa 500 voti per il loro segretario.

“Da grillini alla Lega, a Fratelli d’Italia sembrano la fotocopia di Leo Di Gioia, vanno di fiore in fiore. Vedremo se saranno in 80 o in 8”, dice un leghista di vertice a l’Immediato.

Intanto altri militanti messi all’angolo come Claudio di Lernia, che si definisce un ex simpatizzante della Lega, scrive una lunga nota di solidarietà ai giovani.

“Apprendo, a malincuore, che ottanta giovani militanti della Lega hanno abbandonato il partito, motivando la loro uscita, perché non si rivedono nella politica dei rappresentanti politici della provincia di Foggia specificando che non è in discussione la politica del loro leader Salvini. Ho preso anch’io le distanze da tal modo di fare dei rappresentanti politici provinciali che essendo tutti casanoviani stanno esonerando e mettendo all’angolo tutte quelle persone che hanno votato Caroppo, come se Caroppo non fosse un candidato della Lega. Pertanto io mi trovo in perfetta linea con il gruppo giovanile a cui va da parte mia la piena condivisione della loro protesta con abbandono della Lega che pensa solo a premiare gli amici degli amici dell’eurodeputato Casanova”, rileva.

E aggiunge: “Quest’ultimo è sicuramente persona capace, perbene e gli suggerisco di intervenire sui soci del club affiliati a porre rimedio a tale situazione mettendo in pratica un vecchio manuale della democrazia cristiana cioe il manuale Cencelli. Le correnti di pensiero politico vincenti sui territori si fanno con le progettualità che scaturiscono dai consensi. Purtroppo questa classe politica provinciale a Foggia è riuscita a non andare oltre il 12 % alle ultime amministrative, certamente l’eurodeputato Casanova non ha colpa, alle europee la Lega ha avuto il 38%. E aggiungo che se non fosse stato per i candidati al consiglio comunale di Foggia tali, Di Fonzo, Iadarola e Fiore che hanno totalizzato circa 3500 preferenze non avrebbero preso più di due consiglieri: troppo poco per una classe dirigente politica provinciale, che ha fallito anche a Torremaggiore, Orta Nova, San Giovanni Rotondo e San Severo. Secondo una logica di dignità politica, ove ve ne sia, dirigenti di questo tipo avrebbero dovuto rassegnare le dimissioni e invece sono stati promossi”.