“Solo Mia”, ecco il nuovo libro di Annalisa Graziano. “Con un passato di violenza o dietro le sbarre, la rinascita è possibile”. Ispirato a storie vere

Nel romanzo storie di maltrattamenti e abusi in famiglia e un viaggio tra le emozioni delle donne detenute. L’autrice: “Pagine difficili, ma che lasciano un messaggio di speranza”

‘Solo Mia’ nasce per raccontare storie di donne che hanno scoperto, in situazioni molto diverse, le ferite del mancato amore e, in alcuni casi, la violenza nelle relazioni familiari. Storie vere inserite in una cornice di fantasia, per meglio affrontare con le nuove generazioni temi difficili e, purtroppo, sempre attuali”.

 “Solo Mia” – edizioni la Meridiana – è il titolo del nuovo libro di Annalisa Graziano, giornalista foggiana e responsabile della Comunicazione del CSV Foggia, con una lunga esperienza di volontariato all’UlEPE, l’Ufficio locale di Esecuzione Penale Esterna e in carcere. Proprio negli Istituti penitenziari di Foggia e Lucera è ambientata parte del romanzo che sarà presentato, dall’autrice e dalla giornalista Tatiana Bellizzi, mercoledì 25 settembre, alle ore 18.30, presso la libreria Ubik di Foggia.

“Eva, tra i pochi personaggi frutto della fantasia – racconta l’autrice a l’Immediato affronta un difficile percorso di ricostruzione di sé, un viaggio nell’anima doloroso a cui è costretta dopo una relazione abusante. Una tappa importante del suo cammino interiore coincide con un’esperienza progettuale in carcere. Qui incontra detenute disposte a rivelarsi, senza filtri. Sono storie vere, raccolte nella sezione femminile dell’Istituto Penitenziario di Foggia, nel corso di numerosi colloqui.  Proprio mentre svolge la sua attività in carcere, Eva inizia una collaborazione con una rivista e incontra, per un’intervista, una vittima speciale: Mia (il nome è di fantasia, ndr). Un incontro sconvolgente che cambierà, irrimediabilmente, l’esistenza di entrambe”.

Il nuovo libro di Annalisa Graziano affronta, dunque, il tema della violenza sulle donne da diverse prospettive, senza tralasciare il ruolo fondamentale del volontariato nel contrasto al fenomeno. “In ‘Solo Mia’- spiega – ho voluto raccontare il grande lavoro che l’associazione Impegno Donna svolge nel carcere di Lucera con gli uomini che hanno agito violenza: un’esperienza trattamentale innovativa. Sono citate anche esperienze di altri volontari, sia nell’Istituto di Foggia che in quello di Lucera. Progetti che spesso sono realizzati con la collaborazione del CSV Foggia, grazie al sostegno della Fondazione dei Monti Uniti”. 

“Solo Mia” vede la luce dopo “Colpevoli. Vita dietro (e oltre) le sbarre”, un reportage che raccontava storie di detenuti e di persone in esecuzione penale esterna, al centro di numerosi progetti didattici nelle scuole, negli ultimi due anni.

“Proprio come per il precedente lavoro – conclude Graziano – devo ringraziare molte persone. Il direttore, l’educatrice e gli agenti penitenzieri dell’Istituto di Lucera; Laura Ciapparelli e Daniela Cataudella di Impegno Donna, con cui ho collaborato per alcuni mesi. Ancora, la coordinatrice e le agenti della sezione femminile del carcere di Foggia; Giovanna Valentini, che è responsabile dell’Area Trattamentale, il commissario Di Mola e l’allora direttore, Mariella Affatato, che ha fortemente creduto in questo progetto. E, naturalmente, Debora, Antonella, Manuela, Lorenza e Vittoria, che ho incontrato per mesi nella sala colloqui di Via delle Casermette. Ringrazio di cuore “Mia”, la cui storia rappresenta un esempio di coraggio. Nonostante le vicende terribili del passato, è riuscita a rinascere, a innamorarsi nuovamente della vita. Per questo motivo, la sua storia dà il titolo a questo libro, che dedico ai miei cari e a tutte le donne coraggiose, come lei”.

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