Anziano brutalmente ucciso sul Gargano, stangata della Cassazione ai due imputati

I giudici hanno rigettato i ricorsi proposti da Dragus Dan Ionut e Alistar Cristi Iulian contro la sentenza della Corte di Assise di Appello di Bari del 9 maggio 2018

Parola fine per l’omicidio dell’anziano Giuseppe Ciuffreda, barbaramente ucciso nel 2016 a Carpino. La Corte di Cassazione di Roma ha rigettato i ricorsi proposti da Dragus Dan Ionut, 40 anni e Alistar Cristi Iulian, 25, contro la sentenza della Corte di Assise di Appello di Bari del 9 maggio 2018 che aveva confermato la sentenza di primo grado del gup del Tribunale di Foggia che aveva condannato i due alla pena di 30 anni di reclusione a testa per omicidio e rapina.

“Il motivo di ricorso non è volto a rilevare mancanze argomentative, erronee applicazioni di norme o illogicità ictu oculi percepibili, bensì ad ottenere un  non consentito sindacato sulla congruità di scelte valutative compiutamente giustificate dal giudice, che ha adeguatamente ricostruito il compendio storico fattuale posto a fondamento del tema d’accusa”. Così i giudici hanno confermato i 30 anni ai due assassini.

Dan Ionut Dragus e Cristi Iulian Alistar sono stati condannati per l’omicidio dell’86enne Giuseppe Ciuffreda risalente al 28 febbraio 2016. Quella domenica mattina la figlia della vittima, dopo aver rinvenuto il corpo esanime del padre all’interno della sua abitazione di Carpino, aveva richiesto l’intervento dei carabinieri della compagnia di Vico del Gargano. I militari, giunti sul posto, constatarono la rottura del vetro destro della porta d’ingresso e, una volta all’interno dell’appartamento, rinvennero, nella camera da letto, l’86enne riverso a terra, in posizione supina, con mani e volto ricoperti di sangue ed evidenti segni di percosse sul volto.

L’uomo fu trasferito presso l’ospedale Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo dal personale del 118, senza che riuscisse a riferire alcunché su quanto occorsogli a causa dello shock conseguente alla violenta aggressione subita. L’uomo morì il successivo 10 maggio.
L’attività d’indagine condotta dai carabinieri, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Foggia, ebbe esito positivo grazie all’immediata intuizione che l’autore dell’efferata rapina potesse identificarsi nel cittadino rumeno Dan Ionut Dragus, già conosciuto dai militari, e residente a poche decine di metri di distanza dalla casa della vittima.
Nella stessa giornata del delitto i carabinieri, infatti, perquisirono l’abitazione dell’uomo, rinvenendo una grossa busta di plastica contenente dei capi di abbigliamento con evidenti tracce di sangue. Gli accertamenti tecnici del RIS di Roma appurarono l’identità tra il sangue presente sugli indumenti contenuti nella busta e quello di Ciuffreda.

Le investigazioni confermarono anche che Dragus, colpito da ordinanza di custodia cautelare in carcere l’11 giugno 2016, non agì da solo.
Alcune foto presenti su Facebook ritraevano infatti il giovane rumeno Alistar con una felpa, un giubbino smanicato, un paio di jeans e un paio di scarpe da ginnastica uguali a quelli sequestrati dai militari. Il giovane, che risiedeva a Carpino, aveva lasciato il centro garganico già il giorno seguente l’efferata rapina, facendo perdere le proprie tracce. Il 13 settembre 2016, in seguito all’emissione di un Mandato di Arresto Europeo a suo carico, fu rintracciato e riportato in Italia dal personale del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia della Direzione Centrale della Polizia Criminale.

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