“La vicesindaco di Apricena non ci rappresenta”, polemiche a commemorazione fratelli Luciani. “È ‘la favorita’ dell’indagato Bianchi”

Il PD: “I tempi sono maturi per operare la scelta della ‘parte da cui stare’. Attendere oltre significherebbe opportunismo politico, calcolo e, quindi, scarsa credibilità”

“La ‘favorita’ dell’indagato Matteo Bianchi, Ada Soccio, vice sindaco di Apricena facente funzioni del sindaco arrestato, non può rappresentare la nostra comunità in occasione della commemorazione della barbara uccisione dei fratelli Luciani, mostrandosi al fianco delle autorità preposte al controllo della legalità nel nostro territorio”.

A dichiararlo è il circolo Pd di Apricena. “Tanto più – continuano – perché tra i banchi della maggioranza – fino ad oggi – non si sono levate voci di dissenso rispetto alle vicende giudiziarie che stanno coinvolgendo direttamente e/o indirettamente quasi tutti i componenti della giunta”.

“A distanza di 20 giorni circa dai fatti di cronaca, i rappresentanti dell’Amministrazione, piuttosto che dissociarsi politicamente dalle vicende e dalle persone coinvolte nelle indagini, hanno preferito scegliere di chiudersi a riccio, nella difesa ad oltranza del loro condottiero, restando nel più assordante silenzio.
Noi dell’opposizione – responsabilmente – abbiamo atteso, invano, sperando in un gesto di maturità politica da parte della maggioranza”.

E ancora: “Responsabilmente, nel corso dell’ultimo consiglio comunale, abbiamo evitato qualsiasi forma di strumentalizzazione politica di tali accadimenti, attenendoci scrupolosamente alla discussione degli argomenti all’ordine del giorno.
Per noi l’interesse della collettività è preminente rispetto a qualsivoglia interesse di parte.
A ragione, riteniamo che i consiglieri di maggioranza non accenneranno, a breve, a minifestazioni di dissenso, avendo dato dimostrazione di avere a cuore un’unica cosa: la revoca degli arresti domicilari per gli amministratori che si trovano sottoposti a tali misure cautelari. Amministratori che, accada quel che accada…, non potranno tornare a rappresentare una comunità.
I tempi sono maturi per operare la scelta della ‘parte da cui stare’. Attendere oltre significherebbe opportunismo politico, calcolo e, quindi, scarsa credibilità.
Scarsa credibilità a cui da tempo si assiste anche per quanto riguarda l’assegnazione degli appalti: si invita la ‘solita’ manciate di ditte, le medesime 4/5 ditte, e si finisce che a presentarsi sia sempre e solo la ‘solita’ una.
E nello stesso lasso di tempo, continuano ad arrivare le ingiunzioni di pagamento per debiti accumulatisi nel corso degli anni della consigliatura Potenza, mentre le casse comunali sono ormai quasi completamente prosciugate da anni di gestione dissennata e privatistica della cosa pubblica.
Al cospetto di un siffatto a dir poco, inquietante, scenario – concludono – serve una risposta politica forte, che metta al centro del dibattito il tema – ormai sopito (ahi noi!) – della legalità, legalità che si riconosce nel rispetto delle leggi e delle regole in ogni ambito della vita civile.
Se questo non vi aggrada, accordate le dimissioni e lasciate che Apricena torni ad essere un paese libero dagli intrecci perversi tra poteri politici ed economici”.