Foggia, torna il sereno (?) in Consiglio comunale. Decise le commissioni e indicati tutti i capigruppo

Votazione senza intoppi nonostante il caos dell’altro giorno. Ma ancora screzi sull’elezione del presidente dell’Assise. E la Lega resta sfuggente

Normale amministrazione in Consiglio comunale a Foggia, dopo il caos dell”insediamento. Lega sfuggente, ma la votazione delle commissioni è andata liscia.
Fanno parte degli Affari Generali, commercio, agricoltura e personale: Capotosto, Pippo Cavaliere, Paolo Citro, Lino Dell’Aquila, Gino Fusco, Stefania Iadarola, Amato Negro.

Al Bilancio: Lia Azzarone, Salvatore De Martino, Leo Di Gioia, Consalvo Di Pasqua, Giuseppe Fatigato, Leo Iaccarino, Pasquale Rignanese e Dario Iacovangelo.

Nella fondamentale Commissione Ambiente e Territorio, torna il leader Bruno Longo, con lui Sergio Clemente, l’ex assessore all’urbanistica Ciccio D’Emilio, Alfonso Fiore, Concetta Soragnese, Francesco Morese, Giulio Scapato e Giovanni Quarato. La presidenza è in lizza tra D’Emilio e Quarato. Il M5S infatti ha chiesto la presidenza di una commissione di garanzia.
Alla Cultura e welfare: Francesco De Vito, Massimiliano Di Fonso, Raffie Di Mauro, Danilo Maffei, il prof Michele Norillo, Annarita Palmieri, l’ex assessora Erminia Roberto e Lucio Ventura.

Indicati i capigruppo. L’ispettore Asl Lino Dell’Aquila guiderà il PD, il giovane Maffei sarà capogruppo di Foggia Vince. “È una squadra che lavora insieme”, come spiega Lucio Ventura della civica DestinAzione Comune, dove Negro, lui stesso e Morese devono ancora decidere.
È Fiore il capogruppo della Lega, mentre per Forza Italia riconfermato Consalvo Di Pasqua. Ci si è attardati sulla commissione Regolamento per la quale Leo Di Gioia ha chiesto la votazione segreta.

“Abbiamo votato il presidente con voto palese, una prassi incongrua. Mi piacerebbe che le regole fossero scritte nel regolamento, c’è una regola che a me non piace”, ha detto l’ex assessore regionale all’agricoltura, che già alla prima seduta aveva tentato di far votare la coalizione del centrosinistra extralarge per la Lega di Di Fonso, grazie ad una segretezza poi abolita. “Sarò maniacale sul regolamento, non fatemi passare per la reincarnazione di Giuseppe Mainiero“, ha concluso con una battuta.
“Stiamo scatenando una tempesta in un bicchiere d’acqua. Gradirei un maggior rispetto nei confronti di chi ha lavorato su questi temi”, ha detto Longo, intervenendo e risolvendo la questione, formalizzando la proposta Di Gioia.

Lega fuori, la seduta sembrava ormai compromessa da una discussione formale innescata da Leo Di Gioia sulla votazione segreta per la composizione della commissione Regolamento.
Il voto è stato segreto con l’urna, una sola preferenza per consigliere. A mantenere il numero legale i 3 pentastellati e Sergio Clemente di Puglia Popolare, che hanno votato insieme alla maggioranza monca di Franco Landella. Sono usciti i civici, il PD e la Città dei Diritti.



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