Licenziato lavoratore 118 per mancanza di soldi. “Offesa dignità. Chiediamo intervento di Emiliano”

L’uomo aveva avvisato la propria associazione che, dato il ritardo (di mesi) del pagamento degli stipendi, non era in grado di raggiungere il posto di lavoro ma la risposta che si è sentito dare è stata il licenziamento

“Nel giorno della venuta a Foggia del Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, per presenziare la consegna dei contratti di lavoro a 150 lavoratori vincitori di concorso con Sanitaservice abbiamo avuto la notizia del licenziamento di un lavoratore che opera nel 118 in una postazione gestita dall’associazione di volontariato Croce Azzurra di Lucera – dichiara l’esecutivo USB Foggia, Mangia Santo -. Una giornata di festa collettiva a cui hanno partecipato centinaia di lavoratori molti dei quali operano nelle postazioni 118 gestite da Sanitaservice, lavoratori, questi, che hanno superato da anni le ingiustizie nei loro confronti da chi, in precedenza, gestiva tali postazioni. La motivazione del licenziamento oltre che iniqua è anche offensiva della dignità di ogni lavoratore. Il lavoratore aveva avvisato la propria associazione che, dato il ritardo (di mesi) del pagamento degli stipendi, non era in grado di raggiungere il proprio posto di lavoro per mancanza soldi non solo per il sostentamento della propria famiglia ma, anche, del necessario per pagare il distributore del carburante per il proprio mezzo di locomozione per poter raggiungere il posto di lavoro. La risposta dell’associazione? Licenziamento. Se mai ce ne fosse bisogno, questa è l’ulteriore dimostrazione di quanto siano inaffidabili alcune associazioni di volontariato che oltre a ledere la dignità dei lavoratori, utilizza il ricatto occupazionale nel momento in cui lo stesso lavoratore rivendica quanto in suo diritto (il pagamento degli stipendi) – ha aggiunto -. Al Presidente Emiliano e al Direttore Generale della ASL Foggia chiediamo un intervento immediato a tutela del lavoratore (senza aspettare anni per il riconoscimento da parte di un Giudice). Ormai sta diventando un massacro sociale (tanti sono i licenziamenti di lavoratori che per oltre 15 anni hanno, con dedizione, svolto un servzio essenziale per la nostra comunità) e solo l’allontanamento dalla gestione di questi servizi (magari con l’internalizzazione del servzio) di quanti continuano a vessare, intimidire e licenziare i lavoratori potrà sanare una situazione che sta per diventare esplosiva”.

 





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