La morte di Coccione e le mire dei foggiani Moretti: così la “Società” si espande verso San Severo

L’analisi della Direzione Investigativa Antimafia sull’Alto Tavoliere. Per i magistrati “prosegue la rimodulazione degli assetti delle consorterie, apparentemente avviate verso logiche strutturali di tipo verticistico”

Nella mappa della mafia pubblicata dalla Direzione Investigativa Antimafia relativa al secondo semestre 2018, si dà ampio spazio anche alla situazione dell’Alto Tavoliere, territorio afflitto da una serie nefasta di eventi criminali. “A San Severo in modo particolare – scrivono i magistrati –, prosegue la rimodulazione degli assetti delle consorterie, apparentemente avviate verso logiche strutturali di tipo verticistico, espressione della progressiva espansione nell’area della Società Foggiana (il legame tra il clan La Piccirella con i foggiani Moretti è stato ampiamente trattato da questa testata, ndr), che lì continua a contare sulla propria ‘costola sanseverese’ (capeggiata da un pregiudicato che funge da referente e da agente di raccordo con il clan Testa e gli altri sodalizi locali). Il clan Moretti, infatti, sembrerebbe mirare al controllo del tessuto criminale sanseverese e, di pari passo, all’infiltrazione dell’economia locale, degli appalti pubblici e della gestione dei rifiuti.

Il 24 novembre 2018, proprio a San Severo, si è consumato l’ennesimo omicidio, questa volta di un elemento apicale del gruppo Russi (Michele Russi detto Lilino Coccione ammazzato dal barbiere, ndr) legato anche al clan Nardino, altro sodalizio fondamentale negli assetti dell’area, in quanto legato alla batteria foggiana dei Sinesi-Francavilla, con forti propensioni criminali anche fuori regione”.

“In generale, la criminalità di San Severo – scrive ancora la DIA – si conferma un punto di riferimento per l’approvvigionamento di stupefacenti anche per le piazze di spaccio molisane di Campobasso, Campomarino e Termoli. Un’altra area in cui si registrano riassetti che potrebbero incidere sull’alto Tavoliere, è quella dei vicini comuni di Poggio Imperiale ed Apricena, dove a fronte del rafforzamento dell’influenza della mafia sanseverese, fanno registrare la loro influenza anche altri gruppi criminali autonomi”.



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