Campi rom foggiani, Vannella (ex Opera Nomadi): “Salvini avalla le nostre battaglie. Noi, però, senza ruspe”

“Si al censimento. Si al superamento dei campi. No al cinismo di azioni fini a se stesse”

“Strano ma vero; Salvini avvalla le nostre battaglie. Noi, però, senza ruspe”. Lo scrive Antonio Vannella dell’Opera Nomadi Foggia, oggi “Cooperativa Giulia”. “A Matteo Salvini rispondiamo con estremo interesse e urgenza – scrive in una lettera -. Cooperativa Giulia, rappresentata dal sottoscritto Antonio Vannella, ci vede impegnati da 30 anni al fianco del popolo Rom; popolazione indo-ariana la cui provenienza rimane dubbia, l’ipotesi più accreditata è relativa alla zona nord-ovest dell’India. Le motivazioni che spinsero alla migrazione sono sconosciute, si ipotizzano conflitti con invasioni o motivazioni che da sempre spingono ad emigrare (fame, desiderio di condizioni migliori).
Il fenomeno del nomadismo – continua Vannella – ha caratterizzato questo popolo per lunghissimo tempo per ragioni strettamente economiche/lavorative. I mestieri che svolgevano in passato erano legati al nomadismo: musica in strada, lavorazione dei metalli, allevamento e compravendita di animali, chiromanzia. Oggi il 95% dei Rom sono stanziali, se non nell’ultimo periodo dove notiamo il ritorno di un nomadismo forzato da continui decreti di sgombero.

Da anni noi lottiamo insistentemente per un censimento regionale del popolo Rom – aggiunge -, strumento utile per comprendere al meglio e con dati oggettivi la loro presenza, così da avere indicatori utili per poter programmare interventi specifici e appropriati.
Altro punto per noi fondamentale è il superamento dei campi nomadi, condizione di prima accoglienza avviata a Foggia nel lontano 1995 con la giunta Agostinacchio. A oggi ancora ferma a quel primo intervento senza aver dato seguito agli step successivi fondamentali per una effettiva integrazione con il territorio. A distanza di 24 anni ora viene suggerito lo sgombero con la ruspa”.

Poi spiega: “Noi siamo convinti che: i campi Rom azzerano inevitabilmente la vita sociale e relazionale con il resto della città, decretando la morte sociale dell’individuo, trascinando nel baratro tutti i possibili interventi, partendo da quello essenziale della salute e della scolarizzazione.
Il superamento del campo però non significa sgombero coatto e senza una finalità di  integrazione, pertanto qualsiasi intervento deve tener conto di questa peculiarità. Tra l’altro il campo di Arpinova ha nuclei familiari regolarizzati ormai da anni con permessi di soggiorno, carte di soggiorno e cittadinanza italiana, pertanto la chiusura deve prevedere inevitabilmente una programmazione su scala temporale più estesa.
Tra la ridicolarizzazione di uno spot elettorale ed un intervento di riordino e sviluppo per un modello di interazione di popoli c’è una differenza abissale.

Si al censimento. Si al superamento dei campi. No al cinismo di azioni fini a se stesse. Restiamo disponibili con tutte le forze politiche e istituzionali a dialogare e lavorare insieme per il bene di tutto il territorio, compresi i Rom, per la risoluzione di disagi causati da anni di trascuratezza a riguardo”.