Mafia Manfredonia: l’Innocenza perduta, ex assessore Starace ‘portantina’ di informazioni tra il boss dei montanari e il suo soldato di fiducia

L’avvocato al centro di un’intercettazione captata in carcere. La mattina esponente di rilievo dell’ente comunale, il pomeriggio a contatto con il reggente del clan

Avvocato ed ex assessore di Manfredonia al centro di una intercettazione captata dagli investigatori durante un colloquio nel carcere di Foggia. La conversazione appare nelle carte dell’inchiesta su Giovanni Caterino, il 39enne di Manfredonia arrestato con l’accusa di aver preso parte alla strage di San Marco in Lamis del 9 agosto 2017. Un fatto che sconvolse l’intera comunità.

In riva al golfo emergono nuovi e inquietanti retroscena. Dopo il vicesindaco Salvatore Zingariello, tirato in ballo dallo stesso Caterino, un altro assessore sarebbe sotto la lente di ingrandimento della Commissione d’accesso agli atti che il prossimo 8 luglio potrebbe sciogliere per mafia il Comune sipontino. Stavolta tocca alla conosciuta Innocenza Starace, un tempo componente della giunta, tagliata fuori dall’ex sindaco Angelo Riccardi forse anche alla luce del suo ruolo da dottor Jekyll e mister Hyde. La mattina esponente di rilievo dell’ente comunale, il pomeriggio a contatto con il reggente del clan dei montanari, Enzo Miucci detto ‘u’ criatur’.

Il profilo criminale di Tomaiuolo

Nelle carte degli inquirenti, emerge la conversazione tra il giovane Tommaso Tomaiuolo, noto pregiudicato ritenuto dalle forze dell’ordine vicino al clan dei montanari Li Bergolis-Miucci e sua madre. Tomaiuolo è pregiudicato di rilievo nel mondo della malavita garganica. Il giovane era in compagnia di Omar Trotta quando quest’ultimo fu ucciso in un ristorante di Vieste nell’estate 2017. Si salvò inspiegabilmente, Tomaiuolo, finito successivamente al centro di altre vicende di cronaca. Accusato di incendi dinamitardi e rapine. Spesso presente in episodi di criminalità violenta e sanguinaria. Con diversi procedimenti a carico. Un elemento di un certo spessore nonostante la giovane età, tanto che il reggente del clan pare assai affezionato, pronto ad arrogarsi le spese legali a dimostrazione dell’esistenza di una vera e propria forma criminale associativa.

Il ruolo della Starace

Nell’intercettazione si parla anche del ruolo dell’avvocato Innocenza Starace, nome conosciuto nel mondo della politica manfredoniana in quanto ex assessore della giunta Riccardi ed ex candidata alle recenti elezioni Europee tra le fila dei Verdi (non è stata eletta facendo un fragoroso flop con appena 400 voti a Manfredonia, nonostante il forte sostegno di un sito locale che ne pubblicizza da sempre l’immagine). La conversazione captata in carcere si va ad inquadrare in uno scenario già lugubre in riva al golfo, con il Comune vicinissimo – come detto – allo scioglimento per infiltrazioni mafiose.

La Starace – stando a quanto registrato dagli investigatori – avrebbe funto da strumento per la trasmissione di informazioni tra il giovane criminale e il boss Miucci, reggente del clan Li Bergolis-Miucci. Un comportamento sicuramente discutibile, da valutare sotto il profilo deontologico, naturalmente in altra sede. Una conflittualità ben visibile anche alla luce del suo ruolo di rappresentante di un’istituzione come il Comune di Manfredonia.

La conversazione in carcere 

Nelle carte giudiziarie scaturite nell’ambito dell’inchiesta sulla strage di San Marco, gli investigatori ricostruiscono così l’incontro tra Tomaiuolo e sua madre. “La donna (madre di Tomaiuolo, ndr) intimava al figlio di starsene tranquillo – si legge negli stralci redatti dagli organi inquirenti -, poiché al pagamento dell’avvocato avrebbe provveduto lo stesso Enzo Miucci. Proseguendo nel discorso, la madre riferiva al figlio che il contatto diretto con Enzo Miucci lo avrebbe tenuto l’avvocato Innocenza Starace che a sua volta avrebbe informato Tomaiuolo dell’esito dell’incontro, non appena lo avesse incontrato in carcere”. Ecco i passi salienti del colloquio intercettato.

Colloquio del 24 aprile 2018

“Tomaiuolo chiede alla mamma che cosa dice Renzo (Enzo Miucci, ndr). La donna con tono di voce bassissimo e parlando a gesti dice che l’avvocato (Innocenza Starace, ndr) lo paga lui, se la vede lui e che però doveva riferire a Tommaso di stare calmo. 

Tomaiuolo chiede che cosa ha detto quello (Miucci, ndr). La madre dice al figlio di aspettare quando arriva l’avvocato, sarà lei a comunicare qualcosa in merito. Tomaiuolo, pensando di non essersi espresso bene con la madre, ripete la domanda, chiede di sapere cosa ha detto Enzo e la donna nuovamente gli risponde che l’avvocato gli dirà qualcosa in quanto lei vuole parlargli e probabilmente lo farà in giornata. La madre riferisce al figlio che l’unica persona che ha avuto contatti con Miucci è stata l’avvocato e che a breve si presenterà al carcere per parlargli.

Tomaiuolo chiede alla madre se quella (avvocato Starace, ndr) doveva parlare con quello (Miucci, ndr). La donna con il tono di voce bassissimo riferisce al figlio che l’avvocato Starace doveva recarsi per parlare con quello a Monte domenica e che oggi si recava da lui in carcere per parlargli.

Tomaiuolo chiede alla mamma come fare a pagare l’avvocato e la donna dice che l’avvocato ha riferito che viene pagato profumatamente (il pagamento all’avvocato viene fatto da terze persone, ndr).

La madre riferisce al figlio che oggi pomeriggio deve recarsi dall’avvocato Starace in quanto deve far sapere che cosa ha detto quello (Miucci, ndr) e soprattutto che cosa hanno deciso di fare. La donna parla coprendo il labiale con la mano e con voce bassissima non facendo captare agli operatori quanto dice”.

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