Mafia, boss di Foggia teme per la vita del padre. Così Moretti provò a interrompere la faida sul Gargano

“Il porchetto” preoccupato dopo l’uccisione di “Rampino” avvicinò l’amico Giuseppe Gallone, storico alleato di Trinitapoli. L’intercettazione dello scorso 4 aprile

Dall’operazione di carabinieri e DDA contro il clan Gallone-Carbone di Trinitapoli è emerso uno spaccato molto rilevante nelle dinamiche della mafia in provincia di Foggia. Stando a quanto appreso dagli inquirenti, il boss foggiano Pasquale Moretti detto “il porchetto”, figlio del Mammasantissima Rocco “il porco”, avrebbe tentato di mettere fine alla guerra tra le organizzazioni garganiche Li Bergolis-Miucci e Lombardi-Ricucci-La Torre (ex Romito).

Fondamentale l’intercettazione dello scorso 4 aprile, pochi giorni dopo l’omicidio di Francesco Pio Gentile detto “Rampino”, ucciso a Mattinata il 21 marzo precedente. Pasquale Moretti, in regime di domiciliari, chiese al boss alleato di Trinitapoli, Giuseppe Gallone – arrestato stamattina a Milano – di intercedere con Enzo Miucci detto “u’ criatur”, reggente dei montanari, per arrivare ad una pace con gli “ex Romito” di cui “Rampino” faceva parte. Il timore di Moretti junior era quello che i rivali potessero uccidere suo padre Rocco, ritenuto punto di riferimento nello scacchiere criminale di Capitanata.

Giuseppe Gallone

Difatti, come riportato da l’Immediato settimane fa, nella piramide della malavita foggiana, Rocco Moretti risulterebbe al vertice, strettamente legato ai Lombardi-Ricucci-La Torre e ai viestani del clan Raduano. In contrapposizione con la piramide dominata dallo storico rivale Roberto Sinesi detto “lo zio”, a capo di un’organizzazione che vede tra gli alleati i Li Bergolis-Miucci di Monte e i sopravvissuti del gruppo di Vieste Iannoli-Perna, recentemente decimato dall’operazione “Scacco al Re”.

Resta aggiornato su Facebook, clicca qui -> http://www.facebook.com/immediatonet