Trema il Comune di Vieste, esposto svela conflitti d’interesse milionari tra amministratori e i maggiori imprenditori della città

Ombre su sindaco, vicesindaco e non solo. Al centro di un documento, i presunti favoritismi verso i titolari di rinomati villaggi turistici del territorio

Una serie di esposti anonimi fa tremare il Comune di Vieste. Dopo il caso del lavoro nero nel residence del sindaco Giuseppe Nobiletti (nel riquadro in alto con il vicesindaco Falcone), spuntano scottanti informazioni su una presunta rete di conflitti d’interesse che coinvolgerebbe amministratori e importanti imprenditori locali.

Nell’esposto inviato alle Autorità competenti e comprovato da numerose carte allegate ma che deve ancora essere vagliato dagli inquirenti per appurarne la veridicità, emergerebbe che il sindaco di Vieste si troverebbe in una posizione di conflitto d’interesse con l’ente comunale che amministra.

“Il coinvolgimento personale diretto ed indiretto – si legge -, sarebbe determinato dall’interesse di salvaguardare il suo villaggio turistico, intestato al padre Giacinto, che, in parte, insiste su terreni demaniali gravati da usi civici”.

Nell’esposto si ricorda che “numerosi villaggi turistici di Vieste, sono nati e cresciuti nel seguente modo: occupazione abusiva di terreni demaniali; realizzazione di costruzioni abusive su detti terreni demaniali; accatastamento immobili abusivi presso l’Agenzia del Territorio; presenza sulla visura catastale del doppio nominativo d’intestazione, quello del Comune di Vieste e quello del responsabile dell’abusivismo edilizio sul demanio; condono edilizio, anche se con l’ultimo del 2004 non si è riusciti a sanare tutto; acquisto dei terreni agli usi civici da parte di coloro che, da oltre vent’anni, hanno costruito la loro fortuna a spese dell’ente con raggiri. A questo punto la procedura e ci si ritrova con milioni di euro di proprietà immobiliare ed uno strumento di lavoro che fattura migliaia di euro all’anno”.

Il punto sull’acquisto dei terreni agli usi civici rappresenterebbe il conflitto del sindaco Nobiletti, “per il semplice fatto che – si legge ancora -, o dovrebbe chiedere i canoni di locazione arretrati, per tutti gli anni in cui sono stati prodotti cospicui redditi sulle spalle dell’ente, oppure potrebbe mettere in vendita i terreni, ad un prezzo rivalutato in base alla destinazione d’uso che il terreno ha subito negli anni, da agricolo a turistico – alberghiero, categoria D/2″.

E ancora: “Il sindaco, insediatosi nel 2016, in tre anni di legislatura, ha esasperato tutta la cittadinanza contribuente, al fine di rispettare il piano di rientro concordato con la Corte dei Conti, a seguito della deliberazione 89/PRSP/2017, e dare un’immagine di amministrazione virtuosa.

La realtà, invece, parla in modo diverso – stando all’esposto -: il rispetto del piano di rientro ed i trofei mediatici innalzati sulla legalità e trasparenza, rivolti solo verso il piccolo ambulante della frutta che guadagna 30 euro al giorno, sul ragazzo con piccoli precedenti penali a cui viene precluso il diritto di lavorare stagionalmente presso la nettezza urbana, o sui piccoli commercianti del centro cittadino, che danno vita e colore alla nostra società, sarebbero usati dal sindaco solo come cavallo di battaglia dietro cui mascherare gli interessi illegittimi dei villaggi”.

In base al documento inviato alle Autorità, i commercianti sarebbero stati “esasperati con i canoni del suolo pubblico, ma da tre anni non sarebbe stata intimata alcuna ingiunzione di pagamento per i canoni arretrati ai villaggi. Quindi, mentre si sta facendo pagare ai cittadini il vecchio danno erariale, accertato nella deliberazione 89/2017 Corte dei Conti, e determinato dai dirigenti che sono rimasti al loro posto nonostante tutto (due concorsi nella polizia locale annullati in soli tre anni) e tutti i disservizi palesemente presenti sul territorio, si starebbe generando altro danno con l’omissione dell’intimazione di pagamento dei canoni di locazione arretrati dei villaggi turistici che insistono sul demanio comunale o addirittura, a volte, demanio dello Stato.

Ma perché stremare il piccolo commerciante che già stenta a tirare avanti, e non chiedere i soldi a chi li ha accumulati illegittimamente a spese dell’ente comunale, con enormi fatturati? Non sembra che ci sia tutta questa legalità annunciata dal sindaco”.

Gli interessi del vicesindaco

Nell’esposto spunta una situazione molto simile a quella di Nobiletti, riguardante il vicesindaco Rossella Falcone. Anche su di lei graverebbero “interessi in conflitto con l’ente, diretti o indiretti, rappresentati da Hotel Falcone, Baia Falcone e Villaggio Gli Stingi appartenente alla Intresiglio srl, costituita da suoi familiari, ed insistente sul demanio comunale gravato da usi civici. Inoltre la Falcone è convivente di Vito Turi, grande amico del sindaco, fautore e sostenitore della campagna elettorale, a sua volta proprietario dell’Hotel Gargano che in parte insiste sul demanio dello Stato e di Cala Azzurra, insistente su terreni demaniali gravati da usi civici”.

I fautori del movimento “Vieste se tu”

Nell’esposto si ricorda che “il movimento ‘Vieste sei tu’, di cui il sindaco è fautore, è costituito e sponsorizzato per la maggior parte dai più grandi imprenditori turistici di Vieste, tutti proprietari di villaggi insistenti sul demanio e oltretutto membri dell’antiracket, Mario Turi con Hotel Pizzomunno insistente in parte sul demanio, Luigi Mansione con Diomedee, Punta lunga, Capo Vieste, Spiaggia lunga, anch’essi sul demanio, e tanti altri come Giuseppe Vescera con il villaggio Oasi e soprattutto il villaggio Mascia, che insiste interamente sul demanio.

Si pensi che il solo Nobiletti, per la sua parte di villaggio insistente sul demanio, dovrebbe pagare circa 70mila euro di canone di locazione annuo. Immaginiamo se l’ente dovesse chiedere i canoni arretrati di 5 anni almeno, o addirittura se dovesse metterlo in vendita a prezzo rivalutato, così come prevede il regolamento dell’ente comunale.

È chiaro che il non ingiungere il pagamento dei canoni di locazione arretrati, ai villaggi di cui sopra, si riflette sul buon andamento dell’amministrazione, perché se nelle casse dell’ente c’è un mancato introito di milioni di euro, è normale che questo causa disservizi alla città (servizio nettezza urbana, parcheggi per residenti a 2 euro all’ora, fogne intasate e maleodoranti, traffico veicolare, inesistenza della polizia locale, tranne che per sanzionare i cittadini a favore dell’ente)”.

Poi la conclusione: “Si spera che il vento di rinnovamento arrivato in Capitanata, in tema di vera legalità, possa portare le autorità competenti ad accertare quanto esposto e perseguire eventuali responsabilità civili e penali, al fine di riequilibrare gli interessi dei cittadini, dell’ente e quelli privati della Giunta comunale”.