Landella saltella con i suoi e dice: “Non ho fatto un euro di debiti”. Finisce tra i comitati la campagna del sindaco

Attacco ai rivali del primo cittadino uscente: “Possono cambiare il direttore d’orchestra, prima era Ciliberti, poi hanno messo Mongelli, adesso Cavaliere, ma i personaggi dell’orchestra sono sempre gli stessi e suonano una musica di morte”

Turbillon di comitati per Franco Landella per la chiusura della campagna elettorale. Nessun comizio ma un tour di incontri, a fil di voce. Consalvo Di Pasqua in Piazza del Lago, Massimiliano Di Fonso della Lega all’Happy Casa, Bruno Longo allo Street Cafè che ha invitato gli amici Eliseo Zanasi e altri esponenti di Confindustria come Giuseppe Clemente. E poi tanti altri.

“Abbiamo raccolto la grande sensazione che possiamo farcela al primo turno, dobbiamo contattare quanta più gente possibile. Sono ottimista sulla vittoria, ma non bisogna risparmiarsi neanche un secondo. Il secondo turno è tutta un’altra elezione”, ha detto Longo.
Soddisfazione per Landella.

“Longo è stato il faro del consiglio comunale, il regista di una squadra di centrodestra. Devo ringraziare Claudio Amorese, che ha occupato il posto che era di Pippo Cavaliere, quello che lui aveva solo promesso per il commercio, noi lo abbiamo realizzato”.

La “costruzione mediatica” attorno a Cavaliere di risolutore dei problemi amministrativi secondo Longo, è stata lentamente “smantellata” in campagna elettorale.
“La gente si è stretta attorno a noi ad ogni manifestazione. Le cose ce le siamo dette: i debiti mediamente sono 7,6 milioni. L’ultima rata spero di anticiparla”.

Landella e Zanasi

Duro Landella nei confronti di Pippo Cavaliere: “Possono cambiare il direttore d’orchestra, prima era Ciliberti, poi hanno messo Mongelli, adesso Cavaliere, ma i personaggi dell’orchestra sono sempre gli stessi e suonano una musica di morte. Dobbiamo scongiurare il ballottaggio, in questo rush finale fate un eccesso di sforzo. Abbiamo dato entusiasmo e fermento culturale. In ognuno dei nostri comitati c’è più gente che nella piazza di Pippo Potter”.



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