ASI di Foggia non trova pace, incarico a Santi Giuffrè inconferibile come per Riccardi?

Traballa anche la posizione del neo commissario chiamato per sostituire l’ex sindaco di Manfredonia

Chi controlla i controllori? È quanto viene in mente esaminando l’atto in cui per sostituire il Presidente Angelo Riccardi, ritenuto dal Tar Lazio ‘inconferibile’, si nomina al Consorzio ASI Foggia un Commissario a sua volta ‘inconferibile’ per le stesse identiche ragioni.
Santi Giuffrè, infatti, sarebbe inconferibile ai sensi dell’articolo 7 del Decreto legislativo numero 39/13 essendo stato Commissario Prefettizio a Brindisi nell’anno precedente alla nomina di Commissario del Consorzio ASI Foggia. Giuffrè, quindi, ha ricoperto le funzioni sostitutive di sindaco, Giunta e Consiglio comunale in un comune con popolazione superiore ai 15.000 abitanti nella stessa regione dell’amministrazione locale che conferisce l’incarico (Regione Puglia per conto del Consorzio ASI Foggia).

La natura straordinaria dell’incarico di commissario del Comune di Brindisi non differisce da quanto previsto dall’ANAC, in primo luogo poiché l’Autorità nazionale anticorruzione ha sempre interpretato in maniera estensiva la causa di inconferibilità, giungendo a ricomprendere negli incarichi dirigenziali e amministrativi di vertice anche quelli svolti dai commissari straordinari; in secondo luogo, Giuffrè non era un mero componente della giunta e del consiglio comunale di Brindisi, ma per i poteri conferitigli dal decreto, impersonava in via esclusiva tali organi, esercitandone i poteri in maniera assoluta.

In altre parole, in capo a Giuffrè si sono accentrati poteri anche maggiori di quelli che hanno portato alla contestazione della medesima causa ostativa in capo ad Angelo Riccardi da presidente del Consorzio ASI Foggia.
Di qui l’illegittimità̀ dell’atto di nomina di Santi Giuffrè a commissario del Consorzio ASI Foggia per inconferibilità dell’incarico e, di conseguenza, si procederà nei confronti della Giunta Regionale con le sanzioni soggettive previste dalla legge, perché saranno tutti chiamati a rispondere delle conseguenze prodotte dall’atto adottato e non potranno per tre mesi conferire incarichi di loro competenza.
Paradossalmente dovrebbe comunque decadere immediatamente in quanto, se conferibile Giuffrè lo era anche Riccardi che non avrebbe dovuto, a questo punto, mai lasciare l’incarico.