Al gran completo la lista Pd di Foggia, presentazione con l’ex ministro Orlando. Ovazione per Mongelli

Tutti seduti su cassette di legno, nella provincia dell’agricoltura e dei primati dell’ortofrutta e del caporalato. “Vinciamo i populisti”

Punto primo, orgoglio. Così ha cominciato il suo intervento il candidato sindaco del centrosinistra extralarge di Foggia, Pippo Cavaliere durante la presentazione della lista Pd con l’ex Ministro Andrea Orlando. Tutti seduti su cassette di legno, nella provincia dell’agricoltura e dei primati dell’ortofrutta e del caporalato.
Cavaliere ha ricordato la visita della commissione antimafia, per la prima volta non vi ha partecipato da presidente della Fondazione Antiusura.

“Risponderemo per le rime a chi si vanta di aver realizzato grandi cose: tutto quello che si sta facendo è grazie all’amministrazione di centrosinistra che ha programmato il futuro di questa città”, ha detto. Per ben due volte ci sono stati applausi a Gianni Mongelli presente in Sala Farina. Tutto il PD si è ormai riconciliato con lui.
“Mongelli ha lasciato un tesoretto di 30 milioni, utilizzato per fuochi e feste di piazza”, il commento di Cavaliere.
Spazio ai candidati che si sono presentati in una breve bio.

Cosimo Leone che vuol rilanciare lo sport, la giovane Alice Amatore, per la quale “Pippo è la persona migliore”, Massi Arena, che propone un “laboratorio sociologico a cielo aperto contro la piaga delle sale slot”, la sindacalista Mariangela Nigri, “donna mamma e lavoratrice che vuole occuparsi degli ultimi”, il direttore della Multisala
Mimmo Morsuillo, Alfonso Graziano, manager assicurativo poeta e autore di teatro, Annalisa Cancellaro avvocato minorile che punta tutto sul wellness, per la quale “Pippo è l’unico a far recuperare quel benessere che manca a Foggia”, Alessandra Amoroso ingegnere con studio di famiglia nel Quartieri settecenteschi, il revisore di Ciliberti Idro Maiorano, che ha scelto di candidarsi perché ha “la sensazione che questa città abbia bisogno di tutti per ritrovare se stessa dopo Landella”, Francesco de Vito ingegnere e vigile del fuoco, Mario Schena 42 anni di esperienza nel Genio Civile e giornalista. “Ho accettato perché è una bella lista siamo stanchi per come è ridotta Foggia. È come una macchina, ha botte, ammaccature e graffi, non bastano solo operazioni di facciata”.

E ancora Angela Fiore addetta stampa degli Ospedali, che centra il suo punto primo su donne e salute, insieme alla umanizzazione delle cure, Nicola Della Valle, Pasquale Dell’aquila secondo cui “questa città ha scelto Pippo per far decollare Foggia, altri 5 anni del sindaco attuale sarebbero un disastro”,
Maria Pia Tavano, Sandro Brescia insegnante di informatica che ha definito Landella un “soggetto molto colorato”, Carmela Russo, Claudia Palmieri, che spinge per partecipazione e bellezza. “Sono cresciuta nelle sezioni del PCI degli anni settanta è ancora proponibile quella visione”. Ancora Mauro Pagano, Piergiorgio Di Tullio, Michele Salatto, secondo cui bisogna alzare il livello del confronto, perché “se non siamo in dissesto è solo per Gianni Mongelli”,
Alfonso De Pellegrino, per cui si riparte dai 5 anni di opposizione, Gianluca Ruotolo e la segretaria Lia Azzarone.
“Sì per Pippo ma soprattutto per le Europee, qui c’è una coalizione alternativa alla Lega di Matteo Salvini”.
Orlando dal suo canto ha citato il decalogo del populista. “Siamo in un paese in cui si pensa solo di dare le pistole alla gente e a mandare via i disgraziati. Invece di spiegare cosa vogliono fare, si dà la colpa a chi governava prima. Ci sono degli argomenti che attengono alla sicurezza che sono spariti dall’agenda. Non si parla più di mafia e criminalità organizzata, i populisti scelgono i nemici per distrarre le persone, ma sono sempre dei nemici deboli, poveri e che possono fungere da capro espiatorio”.

La vera tassa piatta sarà l’Iva secondo Orlando. “Anche costruendo una alternativa a livello locale vinciamo i populisti. Ci devono indignare le condizioni in cui vivono tante famiglie e in cui versano tanti giovani. Il Rei avrebbe distribuito più risorse rispetto al reddito di cittadinanza. Per i giovani ci sono 2 strade: investimenti pubblici e sblocco del turnover nella pubblica amministrazione, perché il Paese si è desertificato. Sono 25 anni che non si assume nella PA. Il paradosso è questo: è stato finanziato il sostegno alla disoccupazione con i soldi che potevano servire per l’occupazione stabile”. Stoccate anche ai civici, pur non conoscendo la situazione di Leo Di Gioia.

“Dietro la parola civico ci sono persone che hanno cambiato 16 partiti. Voi avete un civismo nobile, la storia di Pippo Cavaliere è quella di una persona che ha dedicato la sua vita a fare politica, per gli altri. Questo è un paese di commentatori, noi qui abbiamo una persona che nel corso della sua vita si è assunto la responsabilità. Chi è in grado di esibire queste credenziali può cambiare la città. Qui c’è la squadra e il capitano, il capitano vero, non l’altro. Bisogna vincere la partita. Andate a cercare quelle due o tre persone che non sono andate a votare, non facciamo dominare i nazionalisti e i fascisti, le guerre vere iniziano sempre con le guerre dei dazi. Saranno necessari 6 o 7 anni per risanare i danni che hanno fatto in questo anno di governo”.



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