Il “modello Caserta” non funziona più. Gabrielli lo propose per Foggia ma ora dice: “Basta con gli spot”

Nel capoluogo dauno le parole del capo della Polizia di Stato dopo i gravi fatti di Napoli. “Ognuno di noi ha molte responsabilità. La migliore risposta è lavorare. Magari facendolo in silenzio”

“Chi parla di modello Caserta per la città di Napoli, non conosce la geografia. Ricordo a me stesso che il modello Caserta è del 2008, quando la polizia aveva 12mila uomini in più e gli agenti dieci anni in meno. Sovrapporre Caserta a Napoli significa, nella migliore delle ipotesi, non conoscere la geografia. Sono solo spot pubblicitari quelli che sento in questi giorni. Ognuno di noi ha molte responsabilità. La migliore risposta è lavorare. Magari facendolo in silenzio”. Così, il capo della Polizia di Stato, Franco Gabrielli ha parlato durante la sua visita a Foggia dove ha presentato l’evento “Il mio diario”.

A domanda dei cronisti sul grave ferimento di una bambina in una sparatoria a Napoli, Gabrielli ha affrontato i temi della criminalità, bocciando l’ipotesi del “modello Caserta” per il capoluogo campano. Lo stesso capo della polizia, nel 2016, aveva proposto questo modello per Foggia, dopo i risultati ottenuti nella lotta al clan dei Casalesi. Nel Casertano, nel 2008, furono adeguati e rinforzati gli organici per contrastare il gruppo malavitoso.

“Le parole più giuste, più crude, credo le abbia dette il Presidente della Repubblica – ha concluso Gabrielli -: è stata una sconfitta per lo Stato. Credo che ogni altra rappresentazione più edulcorata non serva”.