Ruspe al ghetto di Borgo Mezzanone, lo Stato trova nuovi alloggi ma migranti svaniti nel nulla

Terzo atto dell’operazione “Law and Humanity”, iniziata il 20 febbraio scorso e proseguita il 27 marzo. Distrutti anche manufatti utilizzati come abitazione

19 baracche demolite nel ghetto di Borgo Mezzanone. Stamattina il terzo atto dell’operazione “Law and Humanity”, iniziata il 20 febbraio scorso e proseguita il 27 marzo. Le ruspe hanno raso al suolo le strutture di legno e lamiera. In azione 209 uomini delle forze dell’ordine. Sul posto Arma dei Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza e vigili del fuoco. Nei 19 manufatti abusivi – stavolta c’erano anche quelli usati come abitazione – non si esclude che i migranti svolgessero attività di sfruttamento della prostituzione.

L’obiettivo dell’operazione odierna è anche quello di iniziare il trasferimento degli stranieri in soluzioni abitative indicate da Prefettura e Regione Puglia. Sarebbero stati interessati circa 40 migranti “ma nessuno si è fatto trovare al momento dell’intervento dello Stato che tra l’altro era previsto e concordato”, hanno riferito a l’Immediato i militari intervenuti.
Impegnate oggi anche 12 unità e tre ruspe del Genio Guastatori di Foggia, 10 unità e tre mezzi dei vigili del fuoco e tecnici dell’Enel per il distacco dell’energia elettrica.

La nota del Viminale

Sono 209 le unità delle forze di polizia impegnate oggi nella demolizione delle baracche abusive di Borgo Mezzanone, uno degli “insediamenti illegali più noti e grandi d’Italia. Le operazioni seguono lo sgombero di un altro ghetto tollerato per anni come quello di San Ferdinando a Reggio Calabria”. Lo fa sapere il Viminale. “Tutte le persone con permesso di soggiorno saranno invece trasferite in idonee strutture nel Foggiano”, ma, come detto, nessuna delle persone interessate si è fatta trovare.

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