Carabiniere ucciso, il dolore composto di Stefania e la rinuncia all’ultima carezza al compagno

La dignità della fidanzata del militare ucciso a Cagnano Varano. Ha accettato di non toccare il corpo del compagno che dovrà essere sottoposto agli esami del caso

Sono affranti Luigi e Stefania, padre e compagna di Vincenzo Carlo Di Gennaro, 47enne maresciallo ucciso a Cagnano Varano per mano del pregiudicato Giuseppe Papantuono, 64 anni. Il killer ha avvicinato la pattuglia dei carabinieri con una scusa. All’interno della gazzella, Pasquale Casertano, 27enne, alla guida del veicolo e Di Gennaro. Quest’ultimo ha abbassato il finestrino e l’assassino ha fatto fuoco scaricando l’intero caricatore contro i militari. Il tutto senza alcuna ragione, forse solo per vendicarsi dopo alcuni controlli, peraltro dall’esito positivo, ai quali era stato sottoposto di recentemente.

“Me lo hanno ucciso. Quei delinquenti me lo hanno ammazzato – ha detto a Repubblica papà Luigi -. Vincenzo amava la sua divisa ed era un vero servitore dello Stato. Aveva profondo rispetto della sua uniforme. Ha ricevuto numerosi encomi per le azioni eroiche compiute durante la sua carriera”.

“Sorrideva sempre, sia nelle difficoltà sia nella vita – ha aggiunto Stefania -. Bisogna andare sempre avanti, mi diceva. C’erano i momenti in cui era giù di morale, affranto, però diceva di non mollare mai perché la vita continua.  Avevamo costruito una casa e stavamo progettando il matrimonio. Però già da qualche mese convivevamo e ci volevamo molto bene”.

Su Di Gennaro si è espresso anche Marco Aquilio, comandante provinciale dei carabinieri: “Era un bravissimo maresciallo. Sapeva fare il carabiniere a tutto tondo. Sensibile nell’attività di prossimità e determinato. Un maresciallo di grande esperienza, ha trascorso gran parte della sua carriera in Calabria prima di giungere a Cagnano ed era ormai pronto per prendere il comando di una Stazione. Era importante lì, a Cagnano, realtà difficile come tutto il nord del Gargano. Altrettanto bravo Casertano, vivo per miracolo. Ha reagito trovando la forza di partire con la macchina e raggiungere il posto di medicazione più vicino per prestare soccorso al maresciallo, in attesa dell’arrivo di altre persone. Sono certo che, nonostante ora sia scosso, tornerà al lavoro ancora più determinato. E noi altrettanto”.

In conferenza stampa, il colonnello ha voluto anche sottolineare la compostezza del dolore della signora Stefania che, nonostante la profonda sofferenza, ha accettato di non toccare il corpo del compagno che dovrà essere sottoposto agli esami del caso.

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