L’avvocato Pellegrini chiede cessazione articoli sul suo assistito, lettera del fratello senatore: “È nota la mia attività contro mafia”

Lettera del senatore foggiano in quota M5S, Marco Pellegrini dopo l’articolo de l’Immediato sul fratello avvocato Raul che, alla nostra testata, ha inviato una missiva per chiedere la “cessazione” degli articoli relativi ad un suo cliente, ritenuto elemento di spicco del clan Romito. La riportiamo integralmente.

Gentile direttore,
i giornalisti che, con coraggio, fanno inchieste sul campo vanno sempre difesi, sostenuti e tutelati, soprattutto quelli delle cosiddette testate locali che, più di altri, sono sulla linea calda del fronte.
Proprio al Senato, a prima firma del collega Di Nicola, il M5S ha presentato un disegno di legge per tutelare i giornalisti dalle querele temerarie, cioè da quelle azioni che tendono a intimidire e/o scoraggiare i giornalisti scomodi per indurli a non fare inchieste scottanti.
Quindi, noi del M5s dimostriamo di essere a favore della libertà di stampa non solo a parole ma con concreti atti legislativi.
Nel Vostro articolo di oggi (a firma di Redazione) ho letto con piacere il riferimento al mio disegno di legge per l’istituzione a Foggia della sezione distaccata della Corte d’Appello di Bari e, soprattutto, della DDA, che ha proprio lo scopo di intensificare e migliorare l’azione di contrasto alle mafie foggiane. Peraltro, è ampiamente noto che, grazie al mio impulso, la Commissione Antimafia abbia effettuato una visita a Foggia, preparatoria di una missione ufficiale che si terrà nelle prossime settimane. E’ altrettanto noto che ho proposto alla Commissione l’istituzione di un Comitato di studio e approfondimento sulla quarta mafia e sulle mafie pugliesi, cosa mai accaduta prima d’ora. Ho, negli scorsi mesi, presentato interrogazioni al Ministro della Giustizia e al Ministro dell’Interno per, rispettivamente, aumentare la dotazione di magistrati alla Procura (nelle more dell’auspicata istituzione delle sedi distaccate di cui sopra) e per istituire la Dia a Foggia.
In conclusione, è nota la mia indefessa attività in Parlamento per individuare strumenti e/o presidi giudiziari e delle forze dell’ordine al fine di migliorare l’opera di contrasto alle mafie foggiane e, inoltre, per portare all’attenzione della Commissione Antimafia e dell’opinione pubblica locale e nazionale il problema delle mafie foggiane, purtroppo sottovalutate per molti anni; è altrettanto nota la mia attività di supporto agli organi inquirenti che ringrazio sempre per l’abnegazione e per il meraviglioso lavoro che stanno svolgendo.
Pertanto, mi spiace e mi sorprende molto leggere nella parte conclusiva dell’articolo un malevolo, forzato e indimostrabile accostamento tra la mia attività di parlamentare e quella di penalista di mio fratello Raul, visto che – nel caso specifico, come ho appreso dopo aver letto l’articolo in questione – egli ha assunto la difesa di Michele Romito alla fine degli anni ’90 e non certamente da quando sono stato eletto in Senato o da quando ho assunto la carica di Commissario Antimafia.
Aggiungo che quest’ultima attività è sottoposta al controllo continuo della Commissione (anche in ordine ai documenti a cui, come Commissario, ho accesso) ma, come Lei ben sa, è sottoposta altresì al controllo e al giudizio dei cittadini e della stampa libera. Anzi, tali controlli sono benvenuti e devono essere sempre più incisivi, al fine di garantire il perseguimento degli interessi della collettività.



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