Amministrative 2019 Foggia, è corsa a “riverginarsi” nella lista di Pippo Cavaliere. Città Futura a rischio

Il contenitore civico del candidato sindaco del centrosinistra extralarge appare molto attrattivo, perché raggruppa le forze più fresche e perché può contare sul traino dell’ingegnere. Malumore negli alleati

C’è ancora un altro mese buono prima della presentazione delle liste per le amministrative del 2019 a Foggia per il probabile election day del 26 maggio, ma nel centrosinistra extralarge che sostiene l’ingegnere Pippo Cavaliere, ci si sta cominciando ad accapigliare per le candidature e i posizionamenti. È così larga la coalizione che potrebbero non bastare i posti del premio di maggioranza agognato.

Tutti cercano di “ri-verginarsi” e ambiscono ad essere candidati nella lista del sindaco, che quasi sicuramente si chiamerà #FoggiaReagisce, come lo slogan della manifestazione che l’ingegnere organizzò al Teatro Umberto Giordano con la Confcommercio nel 2016 da presidente dell’Antiusura con l’allora procuratore antimafia Franco Roberti.

Il suo contenitore civico appare molto attrattivo, perché raggruppa le forze più fresche e perché può contare sul traino del candidato sindaco che si presenta “pulito e legalitario”. Ieri anche la “donna da battere” Annarita Palmieri ha fatto in qualche modo capire che starà col professionista. A farne le spese è soprattutto Città Futura, che vede al momento la defezione di Polis e Articolo 1, indecisi sul da farsi.

I cinque movimenti politici- Polis, Articolo 1, Verdi, Socialismo Dauno e Psi- avrebbero dovuto portare in dote almeno 6 candidati a testa, ma alcuni sono molto lontani dall’averne. Gianluca Ruotolo ad esempio potrebbe correre con #FoggiaReagisce o se va in porto il progetto di Nicola Zingaretti addirittura ritornare nel Partito democratico, ospitato nella lista di almeno tre giovani big, già visibili sui manifesti in città: la segretaria Lia Azzarone, il campione di consensi Alfonso de Pellegrino e il direttore della multisala Mimmo Morsuillo, che nel 2014 era il volto giovane de “il pane e le rose” di Augusto Marasco.

C’è più chiarezza su Foggia Civica, il movimento di Leo Di Gioia, sono già partiti col simbolo e con la campagna elettorale Rosario Cusmai, Gianni De Rosa, Gabriella Grilli, Annamaria de Martino e Antonello Rizzi, questi ultimi già candidati con Di Gioia nel 2014.

Nella lista del sindaco invece intimorisce la presenza di alcuni grossi portatori di voto. Da Pasquale Cataneo a Annarita Palmieri appunto. Un ticket sicuramente di peso potrebbe essere anche quello formato da Lino Del Carmine e Maria Laura Trisciuglio.

“Si sta mettendo in moto un meccanismo strano – racconta un insider -. Quelli che pensano di avere un pacchetto di voti vogliono posizionarsi nella lista del sindaco, perché lì credono di avere meno competitor, c’è un eccesso di individualismo in molte persone. Una lista civica del candidato si giustificherebbe se avesse candidati consiglieri presi dalla società civile, che non hanno riferimenti politici, ma se la lista del candidato è alla pari di altre liste di area, è solo un duplicato. Una lista del candidato sindaco ha senso se dentro ci va gente che non è stata mai candidata prima. E invece qui si vogliono ri-verginare con Pippo Cavaliere”.

Intanto nello staff del candidato c’è entusiasmo. C’è chi crede che la partita si possa chiudere addirittura al primo turno, nonostante la Lega. “Dobbiamo stare con i piedi per terra, ma mi trovo a parlare con persone che notoriamente sono di centrodestra e che non vogliono votare per Landella. Il problema è: sei contento di come ha amministrato Landella? Se sì, votalo, ma c’è un giudizio negativo su di lui. Chi non vuole far uscire Landella ha un solo candidato possibile, chiamiamolo voto utile: Pippo Cavaliere. Nel mio piccolo ho incrociato molte persone che ragionano così”, osserva alla nostra testata Pino Lonigro pronto anche a rinunciare alla sua creatura “Città Futura”.