Omicidio di mafia a Foggia, indizi scarsi: scarcerato uomo di spicco del clan Moretti

L’uomo resta detenuto per altre vicende in quanto coinvolto nel blitz “Decima Azione”. Dopo il deposito delle motivazioni i pm dovrebbero presentare ricorso

Scarcerato un elemento di spicco della malavita foggiana. Per mancanza di indizi sufficienti sono cadute le accuse per Giuseppe Albanese (clan Moretti), ritenuto dall’accusa uno dei due killer che il 23 gennaio 2016 uccise l’ex pizzaiolo Rocco Dedda (vicino ai Sinesi-Francavilla) al rione Candelaro. Un omicidio collegato all’ultima guerra di mafia tra le batterie criminali della città.

Nelle scorse ore, il Tribunale della libertà di Bari ha accolto il ricorso dei difensori e ordinato la scarcerazione di Albanese, 38 anni, foggiano che per l’omicidio Dedda fu fermato dalla squadra mobile su decreto della DDA lo scorso 21 novembre ed accusato di concorso in omicidio premeditato e porto illegale di pistola aggravato dalla mafiosità.

Scarcerazione virtuale per il 38enne dei Moretti, infatti l’uomo resta detenuto per altre vicende in quanto coinvolto nel blitz antimafia “Decima Azione” del 30 novembre scorso.

Le motivazioni del provvedimento di scarcerazione di Albanese per l’omicidio Dedda non sono state ancora depositate dal Tribunale della libertà: quando avverrà, i pm della DDA di Bari dovrebbero presentare ricorso in Cassazione contro la decisione. L’accusa poggia sulle dichiarazioni di 4 pentiti e sull’analisi delle celle telefoniche: elementi insufficienti, ribatte la difesa, per accusarlo di un reato da ergastolo.

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