Post voto in Abruzzo, Campo rilancia Emiliano: “Pd chiamato ad uno scatto, Michele incarna al meglio il centrosinistra”

ll capogruppo dem non teme Caroppo. “Andrea è un bravo ragazzo. Ma in Puglia esiste una esperienza di governo che dura da 15 anni targata centrosinistra, che pur con tutti i limiti ha dato grande vitalità a questa regione”

Dal 40% al 19%. Il dato abruzzese del voto al M5S fa ben sperare il centrosinistra regionale in vista delle elezioni del 2020. Il cappotto giallo delle Politiche del 4 marzo, con le sole esperienze di Roma e Torino, stenta a diventare governo pentastellato negli enti locali. Con la vittoria di Marsilio in Abruzzo il centrodestra si rianima. “Stiamo già lavorando ad una coalizione unita”, osserva il segretario regionale della Lega Andrea Caroppo a l’Immediato. Lui punta ad essere il Fedriga pugliese.

Commenta con serenità i numeri del voto del 10 febbraio, capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Paolo Campo. I dem, pur aprendo la coalizione a tante liste civiche con Legnini, e come sperano di poter fare anche alle amministrative a Foggia, hanno avuto risultati ancora troppo deludenti per impensierire la Lega. 11,3% contro 27,5%.

“Mi sembra che in Abruzzo il risultato sia sostanzialmente quello atteso, anzi forse il centrodestra sperava di più- rimarca Campo- Anche il dato di Legnini mi sembra in linea con le aspettative. Il dato da analizzare, al di là della Lega e del Pd, è il crollo dei 5 Stelle, che io credo continuerà. È la certificazione di un fallimento quello dei 5 Stelle. Salvini raddoppia i voti perché cavalca le paure degli italiani, corrisponde al sentiment dell’insicurezza e di un Paese che è alla ricerca di un’identità e lui sta fornendo una chiave di lettura. E bisognerà vedere in prospettiva traguardata l’esperienza delle Europee questa esperienza di governo cosa produrrà. Per il Pd, noi non stavamo messi bene. Mi auguro che il congresso ci rilanci nel senso che si possano mettere a tacere le contrapposizioni e che attorno ad una leadership fortemente riconosciuta possa riavviarsi un processo, che sicuramente vede nell’assenza di interlocutori istituzionali nel centrosinistra un elemento di grande vitalità nelle liste civiche”.

Trova vitali le liste civiche? Ma col Pd così basso non restano deboli? “Dipende tanto dai sistemi elettorali, ai tempi dell’Ulivo avevamo il 35% dell’elettorato eppure governavamo. Certo il Pd deve fare uno scatto in avanti, penso che debba risintonizzarsi con la società e con il Paese per discutere dei problemi anziché delle diatribe interne. Guardo all’esperienza delle liste civiche come una grande ricchezza, bisogna aiutarle a diventare un moto partecipativo per poi strutturarsi in progetto di governo. Credo che in Puglia ci sia la dimostrazione più lampante di come ciò sia possibile e penso che Emiliano incarni al meglio questo progetto, al netto di alcuni limiti, che ci stanno in ogni esperienza. Credo che Michele vada incoraggiato e che vada rilanciata la sua leadership in vista delle prossime elezioni regionali”.

Teme il segretario della Lega Andrea Caroppo? “Non temo Caroppo in quanto persona, Andrea è un bravo ragazzo. Ma in Puglia esiste una esperienza di governo che dura da 15 anni targata centrosinistra, che pur con tutti i limiti ha dato grande vitalità a questa regione. Noi ce la giochiamo. Ci vuole ancora un anno”.