Gabrielli a Foggia. “Territorio difficile però abbiamo raddoppiato arresti e interdittive antimafia”

Grande fiducia nei confronti del prefetto su Manfredonia e Cerignola, comuni in odor di mafia. “Mariani è un massimo conoscitore della materia perché gli è capitato in sorte di dover decidere dello scioglimento della Capitale”

Raddoppiate le operazioni e gli arresti, raddoppiate le interdittive antimafia. Lo Stato c’è e non solo a parole. Questo il messaggio del prefetto Franco Gabrielli quest’oggi a Foggia per una visita in Questura dal questore Mario Della Cioppa e in Prefettura, dove ha incontrato insieme al Prefetto Massimo Mariani anche l’Arcivescovo Vincenzo Pelvi e il procuratore capo Ludovico Vaccaro.

“Lo Stato non c’è solo per le passerelle, ci sono tanti uomini che fuori dalle luci della ribalta, la carretta la tirano e la tirano con grande sacrificio”, ha detto il capo della Polizia di Stato.

ANTIMAFIA 

Piena fiducia nei confronti del prefetto sui due Comuni, Manfredonia e Cerignola, dove si sono insediate le commissioni prefettizie per verificare le possibili infiltrazioni mafiose. “Mariani è un massimo conoscitore della materia perché gli è capitato in sorte di dover decidere dello scioglimento della Capitale. Il Prefetto valuterà le informazioni ottenute dalla valutazione di accesso e se riterrà che il lavoro della commissione ha conseguito risultati tali da proporre al Ministro dell’Interno lo scioglimento del Comune lo presenterà”.

“C’è stato un unanime riconoscimento al ruolo del Prefetto, che la legge del 1981 gli attribuisce – ha aggiunto Gabrielli -. La Legge che regola il sistema di sicurezza in questo Paese, è in capo al Prefetto un potere vero di coordinamento delle attività di contrasto e prevenzione. Credo che le attività che riguardano i due consigli comunali- vivo queste cose sempre con grande amarezza, se coloro i quali rappresentano la massima espressione della democrazia è una sconfitta per tutti- ma dobbiamo essere molto realistici e corretti. D’altronde se si evidenzia la malattia, mi piace sottolineare che gli anticorpi che lo Stato riesce a mettere in campo sono nella condizione di intercettare quello che non va”.

SOTTOVALUTAZIONE 

Nette le parole sulla Capitanata. “È un territorio difficile – ha rilevato – per lungo tempo si è sottovalutata la pervasività e l’incisività negativa delle organizzazioni criminali. C’è stata una sottovalutazione anche delle strutture che si è immaginato che potessero al pari della provincia media italiana. Senza comprendere che questo territorio aveva alcuni acuti che non avevano nulla da invidiare a territori più blasonati in negativo, come Napoli o la Calabria. Bisogna tenere i piedi ben attaccati al terreno, sono qua per riaffermare la vicinanza e anche per poter dire come ho fatto in Questura con i nuclei investigativi e col Prefetto e il procuratore capo tutta la mia soddisfazione, il mio compiacimento. Gli sforzi profusi hanno portato a risultati significativi”.

I GHETTI 

Puntuale l’azione della Polizia sull’immigrazione clandestina e sulla piaga dei ghetti. “Quello dei Ghetti è un tema importante, sul quale la Prefettura sta svolgendo un ruolo di coordinamento fondamentale. Queste persone non possono essere disciolte nel nulla o disperse nell’aria, bisogna costruire percorsi di ricollocazione, che vedano la realizzazione di strutture quanto più diffuse. Queste persone, questa manodopera seppur sfruttata da forme di caporalato è fatta da persone comunque soggiornanti nel territorio nazionale”.

PERSONALE 

Le inchieste demoscopiche indicano nella Polizia di Stato una delle istituzioni più credibili. “La credibilità non sta nei capi della polizia, ma sta nel lavoro degli uomini e delle donne che tutti giorni tirano la carretta. Gli incontri sono un’occasione per ricevere quella giusta dose di carburante per andare avanti. Sono convinto che c’è stata una sottovalutazione le riordino degli organici delle questure. La Questura di Foggia ha avuto una lievitazione compatibilmente con le forze di polizia, non ci dimentichiamo mai che in questo Paese c’è stata una fase in cui si credeva che non ci fosse più bisogno di forze dell’ordine e si è bloccato il turnover. Ci dimentichiamo che siccome le assunzioni sono state fatte negli anni Ottanta nel prossimo decennio vedrà solo per la Polizia di Stato la dismissione di 40mila persone. Foggia sta nella parte alta del tabellone, ma per la consapevolezza che è un territorio che ha bisogno di risorse”.