Sbalordito Riccardi: “Non so cosa stanno cercando”. Chiesti atti dal 2010 ad oggi

Il sindaco di Manfredonia sull’arrivo della commissione: “Si tratta di una valanga di provvedimenti e documenti amministrativi. Non ci hanno indicato dei capitoli specifici o determinati settori dell’amministrazione”

Sbalordito il sindaco di Manfredonia Angelo Riccardi per l’insediamento della commissione che valuterà se nell’amministrazione del Golfo negli ultimi anni ci siano stati dei condizionamenti mafiosi che hanno turbato appalti o altre scelte della tecnostruttura e della pubblica amministrazione.

“Ci hanno chiesto atti dal 2010 ad oggi. Tutte le delibere di consiglio, di Giunta e le determinazioni adottate con le liquidazioni dei pagamenti. Si tratta di una valanga di provvedimenti e di atti amministrativi. Non ci hanno indicato dei capitoli specifici o determinati settori dell’amministrazione. Ma tutto dal 2010 ad oggi. Non so davvero cosa stanno cercando”, rileva il primo cittadino a l’Immediato.

Il comunicato stampa del sindaco

“Sono sereno. Se la nomina della commissione è utile per fugare ogni sospetto, allora ben venga”. Lo ha dichiarato il sindaco di Manfredonia, Angelo Riccardi, all’atto dell’insediamento della Commissione di accesso antimafia disposta dal Prefetto di Foggia, Massimo Mariani, su delega del Ministero dell’Interno.

La commissione, composta da Francesco Paolo D’Alessio, Viceprefetto, Michelina Di Carlo, Commissario Capo della Polizia di Stato, e dal Tenente Francesco Colucci, Comandante della 3^ Sezione del Nucleo Investigativo del Comandante Provinciale di Foggia, ha il compito di accertare se vi siano o meno eventuali condizionamenti o infiltrazioni nella macchina amministrativa.

“Sono convinto di avere fatto in questi anni il mio dovere nel pieno rispetto delle leggi. Pertanto, alla commissione rivolgo l’augurio di buon lavoro e la garanzia di totale disponibilità per l’accesso agli atti affinché possa espletare il compito nel miglior modo possibile”, ha quindi concluso il primo cittadino.

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