Foggia, “Piano di Emergenza Freddo” nato dal basso. Il dormitorio resta aperto ai senzatetto

Fratelli della Stazione: “Insieme a padre Martella ringraziamo di vero cuore la Fondazione dei Monti Uniti e la Fondazione Siniscalco Ceci-Emmaus perché continuano a credere nell’importanza di garantire la dignità umana”

Un “Piano di Emergenza Freddo” nato dal basso, un “welfare di comunità” che grazie al coinvolgimento di una rete di realtà associative consentirà di tenere aperto il dormitorio per persone senza fissa dimora allestito nella parrocchia di Sant’Alfonso de’ Liguori anche nei mesi invernali, con una programmazione d’accoglienza che va dal mese di gennaio a quello di giugno 2019.

Ecco a riguardo la nota dei “Fratelli della Stazione”.

“Merito del sostegno economico programmato dalla Fondazione dei Moniti Uniti di Foggia, dalla Fondazione Siniscalco Ceci-Emmaus, dai Fratelli della Stazione (attraverso risorse del 5×1000) e dalla stessa parrocchia di Sant’Alfonso de’ Liguori. Il dormitorio che garantisce 15-30 posti letto, in questi mesi, grazie alla tenacia e alla volontà di padre Luigi Martella, non ha mai chiuso. Anche se le risorse che hanno permesso la sua apertura sono sempre state limitate, in quanto la chiusura della storica struttura del Conventino da parte della Caritas Diocesana di Foggia-Bovino ha fatto venir meno la possibilità di poter sottoscrivere una convenzione con il Comune di Foggia, come avvenuto nell’anno 2017, e di poter usufruire delle risorse previste dal Piano Sociale di Zona. Grazie alla disponibilità della Fondazione dei Monti Uniti di Foggia, della Fondazione Siniscalco Ceci-Emmaus e di altre donazioni private, però, siamo riusciti a portare a termine anche quest’anno di accoglienza. E guardiamo con fiducia anche il nuovo anno, sempre affidandoci al sostegno delle Fondazioni, di questo “welfare di comunità” nato da basso che negli ultimi tre anni presso il dormitorio allestito nella parrocchia di Sant’Alfonso de’ Liguori ha permesso di accogliere circa 580 persone. Un numero impressionate di uomini (ma abbiamo dovuto dare riparo anche a donne e bambini) che per i motivi più diversi (perdita del lavoro, separazione, gioco d’azzardo, fuga da Paesi in guerra, rifugiati politici) sono finiti a vivere per strada. Parliamo di cittadini italiani e migranti, di persone senza fissa dimora che hanno dormito nei nostri locali anche per una sola notte o per molto più tempo.

Il dormitorio di Sant’Alfonso de’ Liguori era nato cinque anni fa per incrementare il numero dei posti letto in città a disposizione delle persone senza fissa dimora nei mesi più freddi dell’anno, mentre ormai – insieme all’incredibile lavoro svolto dalla parrocchia di Gesù e Maria – è rimasta di fatto l’unica struttura che garantisce un’accoglienza notturna per i poveri. Quando arrivano al dormitorio gli ospiti possono disporre, oltre che del letto e di un comodino, di acqua da bere, della possibilità di fare la doccia, dei riscaldamenti, della colazione la mattina. Non va dimenticato che, grazie all’aiuto dei volontari parrocchiani, viene garantito anche il cambio delle lenzuola e delle coperte per ogni nuovo ospite, e l’attivazione di uno spazio per consegnare indumenti a chi ne ha bisogno.

Pertanto risulta di fondamentale importanza, oggi più che mai, riuscire a sostenere l’apertura del dormitorio di Sant’Alfonso. In questi anni, siamo riusciti a garantire una dignitosa accoglienza dei senza fissa dimora della nostra città, a fronteggiare l’emergenza freddo nei mesi invernali e, allo stesso tempo, a prevenire episodi di insicurezza e disordine pubblico spesso provocati da chi vive ai margini e per strada, in quanto soggetti più fragili da un punto di vista sociale e psicologico.

Per questo, insieme a padre Martella ringraziamo di vero cuore la Fondazione dei Monti Uniti di Foggia e la Fondazione Siniscalco Ceci-Emmaus perché continuano a credere nell’importanza di garantire la dignità umana, nella necessità di accogliere chi ha bisogno, nella bellezza dell’incontro con l’altro. Un grazie sincero anche all’Ataf di Foggia che garantisce il servizio di trasporto dei poveri dal terminal della stazione al dormitorio di Sant’Alfonso.  E soprattutto grazie a padre Martella che continua a testimoniare con le sue azioni il volto accogliente, solidale e premuroso della Chiesa”.