Sensori come per il Ponte Morandi, Maternità di Foggia monitorata in tempo reale

Va garantita ogni forma di intervento per evitare qualsivoglia pericolo, anche perché il “Plesso C” è occupato da un reparto particolare, vista la presenza di neonati

Dipendenti e pazienti preoccupati per “gli scricchiolii” del plesso Maternità. Non passa giorno senza un sopralluogo dei tecnici ai Riuniti di Foggia. Da qualche settimana, infatti, la caduta di alcuni calcinacci dalle pareti ha allertato tutti, a causa dei concomitanti lavori per la messa a norma antisismica del plesso. L’intervento era già considerato urgente nel 2012, quando venne inserito tra le priorità della Protezione civile. Ma i lavori sono partiti con grande ritardo – per via delle lungaggini burocratiche di reperimento dei fondi – e, nelle previsioni, termineranno a settembre 2019. Fino a quel momento, bisognerà garantire ogni forma di intervento per evitare qualsivoglia pericolo, anche perché il “Plesso C” è occupato da un reparto particolare, per il quale è oltremodo complesso un piano adeguato di sicurezza vista la presenza di neonati.

Al momento, secondo quanto ci viene riferito dall’Ufficio tecnico, “non ci sono allarmi particolari di tenuta dello stabile”. Ulteriori verifiche sono partite a seguito delle segnalazioni di “strani rumori e vibrazioni” nel reparto di Ginecologia e ostetricia, soprattutto in sala parto nelle ore notturne. Per questo, il 22 novembre scorso, i Vigili del fuoco hanno fatto un sopralluogo relazionando sulla necessità di “approfondire indagini mirate all’accertamento di eventuali fenomeni di criticità eventualmente in atto, anche con l’impiego di strumentazioni specifiche”. Il giorno successivo, c’è stata la verifica con il direttore dei lavori Vincenzo Dicecca, dalla quale è emersa la “non ripetizione del fenomeno riscontrato”, facendo propendere per l’ipotesi che “l’evento possa essere riconducibile alla presenza di impianti tecnici e macchinari, anche importanti, posti sul solaio di copertura”.

La struttura Gestione tecnica, diretta da Luigi Borrelli, ha predisposto così l’istallazione di accelerometri per monitorare in tempo reale le vibrazioni. Le tre apparecchiature sono state poste in cima (sul terrazzo) e alla base dell’edificio, e saranno perfettamente tarate entro Natale. Già ora, tuttavia, ci viene spiegato che “i sensori possono inviare segnali sulle possibili vibrazioni, fatti salvi i rumori di sottofondo”. Dall’ennesimo sopralluogo del 5 dicembre scorso, è emerso il quadro della sala parto-travaglio, dove il 3 dicembre c’è stato un distacco di intonaco. “Le cause – spiegano i tecnici – sono certamente di origine esterna”. Tra le ragioni potrebbero esserci “infiltrazioni di acqua”, la “cattiva qualità dei materiali costituenti il laterizio”, “fenomeni di dilatazione termica” o “difetti intrinseci del laterizio”. Non vengono mai citati allarmi particolari per la tenuta strutturale. Questo ha convinto il management ad abbandonare l’ipotesi del trasferimento del reparto a Lucera. Ora bisognerà attendere l’analisi dei report quotidiani degli accelerometri, che percepiranno ogni vibrazione sensibile, per fugare ogni dubbio sulla Maternità. Anche perché personale e pazienti continuano ad essere preoccupati per la propria incolumità.

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