Campionesse di orecchiette, San Severo incorona le signore protagoniste del torneo mondiale

Applausi per Maria Tamalio che si è classificata al primo posto per il combinato qualità-quantità

Ieri mattina a San Severo, nella Sala Raffaele Recca di Palazzo Celestini – Residenza Municipale – l’Amministrazione Comunale ha ricevuto le signore che hanno preso parte al primo campionato mondiale delle orecchiette che si è svolto durante il Salone della Gastronomia di Bourg en Bresse.
Come è noto, nello scorso mese di novembre, una delegazione del Comune di San Severo, composta dal vicensindaco con delega alle Attività Produttive ed Agricoltura Francesco Sderlenga, dall’assessore alla Cultura e Gemellaggi Celeste Iacovino e dal Capo di Gabinetto del sindaco Cristina De Santis, era stata ospite al salone della Gastronomia a Bourg en Bresse, la città francese che da tanti anni ha un rapporto di profonda amicizia con San Severo.

Ieri il sindaco Francesco Miglio, il vicesindaco Francesco Sderlenga, gli assessori Iacovino e Luigi Montorio, unitamente al Capo di Gabinetto Cristina De Santis, ed al Segretario Particolare Sonia Benvenga, hanno ricevuto le signore Maria Tamalio, Giovanna de Luca, Severina Sordillo, Costantina Marinelli e Luciana Lea Demonte. Con loro anche il concittadino Enrico Palmieri che da tanti anni vive a Bourg, dove è presidente dell’associazione franco italiana Le Rondini Pugliesi. Da sottolineare che la signora Maria Tamalio si è classificata al primo posto per il combinato qualità-quantità.
“Abbiamo molto apprezzato sia la bella iniziativa dei nostri “cugini” francesi che la partecipazione delle nostre signore al campionato – dichiara il sindaco Miglio – è stata davvero una magnifica esperienza che ha messo in rilievo un’antica arte della nostra cucina come quella delle orecchiette. Complimenti alle nostre signore ed in particolare a Maria Tamalio per la brillante affermazione che fa onore alla nostra città. Contiamo in futuro di organizzare anche qui da noi una rassegna simile, in maniera tale da tramandare anche in questo modo alle nuove generazioni una delle nostre più antiche tradizioni culinarie”.