Miranda leghista per le Primarie apre il Vaso di Pandora. “Potrebbe essere corsa alla candidatura”

Anche altri giovani amministratori potrebbero cimentarsi e chiedere il voto dell’elettorato d’area il 10 febbraio. Ecco quali

Stanco di stare in “tribuna” o peggio ancora in “panchina”, come ha dichiarato a l’Immediato, il presidente del Consiglio del Comune di Foggia Luigi Miranda si è finalmente deciso a fare il passo sovranista con la Lega di Matteo Salvini, accompagnato dal segretario regionale e commissario provinciale della Lega Andrea Caroppo. Dall’albergo in Via Trieste ha spiegato le sue ragioni, che da tempo serbava. La sua non è stata una decisione semplice, già da molte settimane confidava di non poter “ammuffire” in una Forza Italia finita. In tempi di gilet gialli, ha scelto il populismo di Salvini rispetto all’incertezza europeista, nella quale si muovono Antonio Tajani, Carlo Calenda e Matteo Renzi.

È scontato che sarà lui il candidato sindaco alle Primarie del centrodestra per la Lega e forse anche di Noi con l’Italia col sostegno di Raffaele Fitto e di Giannicola De Leonardis, via Francesco Ventola, da sempre suo amico e referente politico. L’avvocato e figlio d’arte non avrebbe di certo lasciato Forza Italia, come fanno notare in tanti, se anche nella Lega dovesse attendere il suo turno e mettersi in fila come con Franco Landella e Giandiego Gatta.

Dal suo canto Caroppo non svela troppo i piani e a telecamere spente ha ribadito che la Lega dovrà scegliere il “candidato giusto, il meno divisivo e quello che ha più chance per vincere le elezioni vere”. A detta di molti Miranda, per le sue conoscenze in città, per il viatico dei 7mila voti conquistati nel 2014 e per il suo ruolo, potrebbe avere più opportunità rispetto al capogruppo Antonio Vigiano, non foss’altro perché potrebbe dividere il fronte azzurro. Non è escluso che qualche forzista dall’amministrazione Landella e molti uomini e donne del Palazzo delusi possano votare per lui. C’è chi intravede anche un interesse personale di Caroppo nel commissariare la segreteria provinciale di Foggia e nello stringere alleanze con neo leghisti eleganti in cravatta, quanto di più distante dal “Capitano” comiziante in bermuda a Lesina. Per le Europee il segretario della Lega si assicura con l’ingresso di Miranda e la vicinanza di altri settori della Lega una bella fetta di voti, da sottrarre al potenziale rivale interno, se davvero l’avvocato Joseph Splendido, primo dei non eletti in Puglia alla Camera lo scorso 4 marzo 2018, vorrà correre per il Parlamento Europeo.

Tornando alle Primarie, sono almeno tre gli interrogativi di queste ore.

Il primo: Franco Landella accetterà di sottoporsi alle Primarie, se da Roma domani alla cena a Palazzo Grazioli non avrà i segnali che attende? Il secondo: a che servono Primarie siffatte con candidature partitiche “blindate”, quando è risaputo che esse sono uno strumento di partecipazione diretta nel quale chiunque può avanzare una sua proposta? Il terzo: come la prenderanno i leghisti della prima ora o gli eletti che per primi hanno scelto un campo in un tempo in cui non era semplice e naturale come oggi dirsi salviniano?

“A me sta bene, Luigi Miranda è un valore aggiunto per la Lega, si alza un po’ l’asticella, è una persona tranquilla. Forse ne abbiamo bisogno, ma non so se Franco Landella scenderà in campo per le Primarie”, commenta Alfonso Fiore. “Secondo me, Landella si deve per forza adeguare alle Primarie, da solo non va da nessuna parte e non può neanche arrivare al ballottaggio. Ormai con il patto tra NcI e FdI ha perso Di Giuseppe, Lucio Ventura e Bruno Longo. Le Primarie sono fatte per capire chi può essere il miglior candidato per vincere, noi mettiamo un candidato per vincere la guerra e oggi se la Lega ha un candidato forte, con una lista competitiva può ambire ad eleggere 7-8 consiglieri, che ci permettono di governare”. Dalla prossima settimana si comincerà a lavorare sulle regole. “La Lega è un fiume in corsa, tutti hanno dei vantaggi ad aderire. Noi siamo fieri di farne parte da più tempo. Oggi tutti vogliono fare il sindaco, non so con quale coraggio, non hanno timori in questa città così difficile, li ammiro”, conclude Fiore.

È contro le Primarie Bruno Longo. Le reputa una consultazione per “galoppini”. Ma se saranno necessarie occorrerà disputarle, nel pieno rispetto delle regole, rimarca. “Con le Primarie si apre un vaso di Pandora, le si dovrebbe fare in tutta Italia e non solo in Puglia, inoltre perché Miranda dovrebbe essere una migliore alternativa a Landella? Chi lo decide?- si chiede- anche altri giovani amministratori potrebbero cimentarsi e chiedere il voto dell’elettorato d’area”. Il riferimento è a suo genero Claudio Amorese, assessore alle Attività Produttive, che è apprezzato da ambulanti e commercianti, per la sua attitudine al dialogo, ma anche all’assessora alla Cultura Anna Paola Giuliani. Chiede una discontinuità Giuseppe Mainiero, il quale potrebbe essere sollecitato a candidarsi alle Primarie da Azzurro Popolare dell’ex senatore Lucio Tarquinio. Ma ad oggi Mainiero appare riluttante alla sfida muscolare, piena di insidie e di infiltrazioni.

Qualcuno spinge pure Leo Iaccarino. Ma lui ha un’idea chiara, che spiega alla nostra testata: “Se decido di candidarmi alle Primarie è perché le devo vincere, non scenderei mai per una candidatura di bandiera, non ho nulla da dimostrare, ho consensi. Così come stanno gli accordi oggi, io devo sostenere Franco Landella, ho un patto di alleanza con lui. Se dovesse esserci un suo passo indietro, io scenderei in campo, certo. E sono anche convinto che registrerei numeri da capogiro, ma fino a quando Landella sarà il candidato io sarò con lui. E credo che lui non possa stare a guardare, Forza Italia ha l’obbligo di accettare le Primarie. Ci misureremo”.