Maia Rigenera non è mostro dei veleni, Montagano&co decisi ad andare avanti. “Basta fake news”

Insieme ad ingegneri e rappresentanti, i due players del territorio (presente anche Salandra di Fortore Energia) hanno voluto difendersi e rilanciare il progetto di riconversione dell’impianto di compostaggio da aerobico in anaerobico

“Quando abbiamo cominciato questo cammino erano tutti entusiasti perché tutti ci chiedevano di fare questo impianto. Io che sono il più ignorante in materia perché ho sempre fatto rinnovabili, energia da sole e da vento, idroelettrico e geotermico, sono andato a Pavia con l’ingegner Rutigliano per il tour sull’anaerobico. Mi sono convinto che la promessa che Montagano padre aveva fatto alla popolazione di Lucera era una promessa sana. E allora abbiamo deciso di procedere a presentare il progetto”. Ha parlato schiettamente l’imprenditore della Fortore Energia, Antonio Salandra, in società con Stefano Montagano nella Maia Rigenera. Oggi in conferenza stampa, nello studio legale dell’avvocato Michele Vaira, insieme ad ingegneri e rappresentanti, i due players del territorio hanno voluto difendersi e rilanciare sul progetto di riconversione dell’impianto di compostaggio da aerobico in anaerobico.

Le minacce al sindaco Tutolo, le preoccupazioni dei comitati ambientalisti, il diniego del Comune di Lucera annunciato per l’autorizzazione Aia in conferenza di servizi, quel referendum depennato. Tanti i temi affrontati al tavolo del legale. La Maia Rigenera non ci sta ad apparire come un mostro dei veleni.

Fake news e junk science. Di questi assunti, secondo Vaira e gli altri, si è nutrita la paura delle ultime settimane a Lucera. Una paura che si è tramutata in piena intimidazione, ove si consideri che sui terreni della Maia sono stati riversati dei rifiuti. Il tutto, corredato di foto, è al vaglio degli inquirenti. Chi ha interesse a bloccare il progetto di Maia Rigenera?

20 febbraio 2018 è questa la data della presentazione del progetto in Provincia. “In noi non c’è il benché minimo dubbio che questo sia un progetto importante per il territorio – ha detto Salandra intervenuto solo alla fine ma risolutivo nel corso dell’incontro -. Importante perché ne aumenta la sostenibilità, importante per le premesse per poter parlare di altre opportunità di sviluppo. Il compost oggi in agricoltura è uno degli elementi più importanti. In molte realtà viene visto come la frontiera per evitare spargimenti chimici, il ciclo ambientale non finisce mai. Io mi sarei aspettato di parlare con la parte politica in Regione, in Provincia, al Comune di quello che poteva significare questo impianto in termini di sostenibilità ambientale e di ciclo economico. Noi ci auguriamo che si possa discutere serenamente. L’impianto bisogna farlo perché è un bene, noi come imprenditori non facciamo questo grande affarone, ma riteniamo sia un dovere non solo verso Foggia e Lucera, ma verso questa provincia, per fare le cose come negli altri paesi europei”.

Il 3 agosto scorso c’è stata la conferenza di servizi societaria, che l’Immediato ha seguito. L’avvocato Vaira ha ripercorso tutte le tappe. “Cosa è successo? Il Comune ha inoltrato una serie di condizioni tassative- ha ricordato- Alcune erano condivisibili, ma ve n’erano 2 dal connotato devastante, che avrebbero modificato l’originario progetto”.

Come si ricorderà, il sindaco Tutolo nelle sue condizioni per concedere l’ok ha chiesto insieme ad una riduzione delle quantità in ingresso che il vecchio impianto mai avrebbe dovuto essere utilizzato per produrre biocompost.  “Ridurre il quantitativo a fronte di un investimento di 30 milioni di euro significa rientrare in un periodo più lungo. Il 7 settembre, i due imprenditori che vivono in questo territorio si sono incontrati. La governance decide di cedere alla condizione capestro del Comune di Lucera e riduce la sua quantità. Il Comune deve emettere un parere positivo e iniziano a diffondersi voci apocalittiche sull’impianto. Tutolo ha anche annunciato di voler affidare un incarico professionale a dei docenti per affiancarlo nella valutazione di impatto ambientale. Ma poi ha parlato di minacce ai suoi danni, è stato condizionato a dare un parere negativo. Noi abbiamo subito passivamente”, ha detto Vaira.

Dal canto suo Montagano ha solo accennato all’inizio di tutta questa lunga vicenda, ossia la Puzza, additata semplicemente come il “problema”. A detta dei tecnici il sito attuale avrebbe tutto in regola, scrub e biofiltro. L’impianto anaerobico, che tanto oggi disturba alcuni comitati, però ridurrebbe le unità odorimetriche del 60%, con una riduzione totale di aria puzzolente del 90% e un decremento di traffico veicolare del 20%.

L’ingegner Rutigliano ha mostrato gli impianti del Nord, tutti molto grossi e da emissioni odorigere quasi zero. Padova, Montello, Friuili.  Con -67% di compostaggio aerobico che vive di trasformazione in aria sui cumuli di monnezza umida. “Tutto ciò che puzza non fa male- ha rimarcato il tecnico- ma gli impianti aerobici generano un impatto negativo, un odore molesto. Ciò che esce col digestato è privo di odore. Ci sono state tante fake news sull’impianto. Io invito tutti, anche i comitati, a scegliere 5 esperti per ogni materia a visitare degli impianti. Ne ho portato di sindaci al Nord per il tour dell’anaerobico”. Lo stesso Vaira ha invitato tutti a credere alle notizie di associazioni ambientaliste come Wwf e Legambiente e a non cedere alla paure di singoli medici di campagna.

Il presidente Michele Ferrino di Maia Rigenera è stato netto. “Il gruppo Fortore vede oggi 300 megawatt di energia eolica costruita nel territorio, siamo qui e continuiamo a credere nel territorio. Volevo dire in tutta onestà che sono stato contattato da gruppi del Nord. Ci sono stati sversamenti di rifiuti nei terreni di nostra proprietà, grazie alla solerzia dei nostri dipendenti, abbiamo notato lo scarico e l’occultamento. C’è una inchiesta del maresciallo capo di Lucera. Siamo a questo, insieme al clima intimidatorio, che lascia presagire che siano stati toccati grossi interessi. La società non ha mai risposto alle strumentalizzazioni”.

Con la sua solita baldanza Montagano ha annunciato che se non si realizza il nuovo impianto, il sito “resta quello”, annunciando anche che non chiuderebbe più d’estate, perché mancherebbe il presupposto delle prescrizioni. 180mila tonnellate di materiale, tanto resta. Perché tanto è autorizzato. “Sembra che Bioecoagrim sia l’unico strumento quando c’è da cavalcare l’onda del populismo. Questa baldoria credevamo che fosse elettorale. Ci ha indotto a dire: ripartiamo da zero. C’è un tavolo, ci auguriamo che sia tecnico”. L’azienda ha già rinunciato a 50mila tonnellate, ha specificato Salandra. “Noi continueremo a sostenere la qualità di questo progetto. Abbiamo il dovere di sostenere la nostra idea. Un parere può essere accolto, ma dipende dalla motivazione con la quale cui viene espresso. Il parere va motivato. La gente mi dice: andate avanti. Si è creato un clima intimidatorio, sono state intimidite le persone perbene, la maggioranza vuole l’impianto anaerobico a fronte di 50 persone che non lo vogliono. Invito le persone perbene a farsi sentire. Possiamo dare ai cittadini la possibilità di cambiare”.





Change privacy settings