Compost a Lucera, minacce al sindaco Tutolo. “Basta, dopo Natale lascio l’incarico”

Alcuni profili falsi si stanno divertendo ad intimidire il primo cittadino e la sua famiglia. Il referendum sulla riconversione dell’impianto di biocompostaggio sta esacerbando gli animi in città

Da un teatro all’altro nella città federiciana. Dall’Opera al Garibaldi. Appuntamento odierno: il consiglio comunale. Ieri invece l’incontro di approfondimento col prof dell’Unifg Massimo Monteleone sull’impianto anaerobico della Maia Rigenera, ex Bioecoagrim, è stato rinviato al prossimo 3 ottobre. Qualche ora prima sui social il sindaco di Lucera Antonio Tutolo aveva fatto un annuncio inatteso: dal gennaio 2019, dopo Natale e gli allestimenti della Casa di Babbo Natale, si dimetterà, tornando a vita privata. Questa mattina infatti già alle 5.30 era al suo Tabacchi.

Alcuni profili falsi si stanno divertendo a minacciare il primo cittadino e la sua famiglia. Il referendum sulla riconversione dell’impianto di biocompostaggio, ferma in conferenza di servizi in Provincia negli uffici Ambiente dell’architetto Stefano Biscotti, sta esacerbando gli animi a Lucera, se anche uno dei mentori del sindaco, il giornalista Lello Vecchiarino, addebita all’amministratore le colpe di una mancata scelta. In realtà non è affatto scontato che la linea del Sì vinca, a Lucera l’impianto ha creato da sempre troppe fazioni. I cittadini sono molto indecisi. “Tutti e due gli impianti fanno male, questo è il momento giusto per liberarci di quel signore, Tutolo è sempre stato un oppositore del compostaggio, chi ci dice che la riconversione non faccia diventare Lucera la pattumiera della provincia di Foggia? Non abbiamo bisogno di confermare tutte quelle tonnellate”, osservano alcuni cittadini negli spazi del Teatro Opera, orfano ieri dell’incontro col docente, alla nostra testata web.

Il post di Tutolo affidato ai social non lascia margini di manovra. È chiaro che ormai la battaglia a Lucera è anzitutto contro la sua persona. L’impianto è solo un pretesto, un inciampo ghiotto per la campagna elettorale. “Signori di una cosa sono certo – ha scritto il sindaco -. Se coinvolgere i cittadini in una scelta significa dover subire minacce, ingiurie, maledizioni etc. Io non ci sto. Questa città ha bisogno di serenità e io non sono la persona adatta per darla. Anzi fino a che ci sarò io a guidare questa città ogni cosa dalla più piccola alla più grande sarà motivo di guerra e questa città ha bisogno di pace perciò vi dico che: una mia candidatura alle prossime elezioni è esclusa ufficialmente. Il mio compito è terminato. Prego tutti di rispettare questa mia scelta e di non chiedermi di rivederla perché non ci sono margini di ripensamento. Ho voglia di riprendermi la mia vita e stare vicino ai miei affetti che ho colpevolmente trascurato. Domattina sarà inviato in provincia un parere negativo a questo insediamento perché è inutile chiedere ai cittadini in un clima di terrore e di paura. Il sottoscritto resta in carica fino a Gennaio perché voglio completare l’organizzazione di questo Natale dopodiché lascerò al vicesindaco l’amministrazione per evitare un lungo periodo di commissariamento. Buona campagna elettorale a tutti”. Dalla provincia, non mancano visioni critiche nei confronti degli impianti a biogas e a biometano.

“Il biogas è altra cosa da quella che esce dagli impianti per la gassificazione dei rifiuti e/o delle biomasse. Da quegli impianti esce una cosa che si chiama Syngas, ovvero gas sintetico multicomponente che ben poco ha a che fare con il “biogas” che è usabile anche per far funzionare i bus e le auto”, osserva Giorgio Cislaghi. “Ammesso, e non concesso, che riescano a ridurre a livelli accettabili il contenuto di zolfo nel gas resta da capire come faranno ad abbattere il contenuto di particolato, le polveri che producono inquinamento, e di tar, una componente corrosiva contenuta nel syngas. Risolti, se si risolvono, questi problemi resta da capire dove finirà l’acqua residua e i fanghi, ovvero se saranno destinati a impianti di depurazione e riciclo o se saranno smaltiti come rifiuti pericolosi e/o speciali. Ultimo dubbio sono i costi di tutto il procedimento che, come sempre, saranno a carico dei cittadini oltre al normale utile d’impresa. Se si pensa all’economia circolare si dovrebbe puntare su impianti che producono compost che sono cosa ben diversa da quelli che estraggono gas dai rifiuti”.

Il nodo è tutto qui: il mercato agricolo riesce ad assorbire il compost prodotto dal recupero della frazione umida? Lo smaltimento illecito nei campi di cumuli di pseudo compost indicherebbe di no.

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