Pd, affondo di Marasco: “Tutte menzogne quelle di Landella”. E tira fuori la lunga storia del PUG

Conferenza stampa del capogruppo del Partito Democratico in ordine ad alcune dichiarazioni del primo cittadino foggiano

“Tutte menzogne quelle che sono state affermate dal sindaco Landella“. È questo l’esordio in conferenza stampa del capogruppo del Pd Augusto  Marasco in ordine ad alcune dichiarazioni del primo cittadino foggiano nelle quali si adombrava “la debolezza della politica nel portare avanti la procedura del Pug” da parte della precedente amministrazione Mongelli, della quale Marasco ha fatto parte, dal febbraio 2012 al febbraio 2014 in qualità di assessore all’Urbanistica.
La sottoscrizione del nuovo incarico al prof Francesco Karrer, con bando di evidenza pubblica, è un passaggio che l’amministrazione Landella avrebbe potuto evitare secondo l’architetto, dal momento che in Comune vi sono moltissimi atti certi, dai quali partire. Marasco ha voluto ripercorrere tutto quello che è avvenuto dal 2006 al 2014. Fino ad oggi. Ha tentato di riordinare gli atti.

LA STORIA
“Nel 2006 veniva approvato il Dpp nella Giunta Ciliberti. Successivamente dopo l’approvazione del Dpp nacque l’esigenza di rispondere alle osservazioni. Era necessario passare a quella ricognizione del PRG Benevolo del 2001, cosa che è avvenuta il 2 ottobre 2008, poi ratificata dalla Regione con delibera di febbraio 2009. Si andò avanti col percorso da Mundi a Michele Salatto. Nel 2009 veniva costituito il laboratorio per la redazione Pug”. Vennero le varie conferenze con associazioni, ordini professionali e portatori di interesse. Ci fu anche l’avvicendamento assessorile all’Urbanistica tra Nicola Lo Muzio e Gino Fiore.
“Nel 2012 fui interpellato dal sindaco di Foggia per arrivare alla redazione del Pug.
Da febbraio, mese del mio insediamento, si arrivò a luglio con la nota aggiuntiva del Dpp. L’aggiornamento avveniva sottoscritto dal gruppo di lavoro con Francesco Paolo Affatato e Karrer”.
Nel frattempo, come ricorda Marasco, c’erano stati una serie di documenti strategici. Dall’Area Vasta all’Orbitale, passando per il bando per l’edilizia sovvenzionata, il cosiddetto Housing sociale fino agli ex Prusst.
“Una serie di elementi imponeva di attualizzare quel Dpp – ha sottolineato il capogruppo dem -. Ma il percorso continuo’ con Karrer perché nel 2009 veniva sottoscritta una convenzione di incarico stipulata il 2 settembre del 2009.
Questo documento viene sottoscritto dal professor Karrer. La prestazione del prof Karrer dal 2005 fino al 2009 è costata circa 165mila euro più la convenzione di 53mila euro per il Dpp”.

In quegli anni l’ufficio tecnico lavorò alla ricognizione fisico giuridica della cartografia, alla costituzione del laboratorio, alla attualizzazione del Dpp. Ci fu una prima conferenza di pianificazione. Mentre il 9 luglio 2012 con Marasco già assessore si tenne la seconda conferenza di pianificazione, così come prevista dal Drag che prevede la condivisione in 2 momenti pubblici di pianificazione.
“Nel novembre 2012 rassegnai anche le dimissioni perché non tutti si adoperavano per raggiungere gli obiettivi. Dimissioni che furono ritirate dopo una settimana per le rassicurazioni ottenute dal sindaco Mongelli e dalla assessora Barbanente”, ammette.
Col Piano di recupero del Salice, fermo ora, denuncia Marasco, perché l’amministrazione ha fatto trascorrere mesi per rispondere alle richieste del servizio ecologia, si giunge alla fine del 2013 con l’approvazione di altri atti tra cui il Piano di rischio aeroportuale. Il resto è storia con le Primarie del centrosinistra e la sua defenestrazione da parte del sindaco Mongelli che si ritrovò l’avversario in Giunta.
“Il percorso del Pug si è fermato ma non per volontà politica o per pressioni, ma perché c’erano degli obiettivi impedimenti per andare avanti”.

COSA RESTA
Senza dar seguito ad Housing Sociale, Area Vasta, penetrazione del treno tram, ormai deceduto, e altri piani che senso aveva redigere il Pug? Questa la domanda di Marasco.
“La responsabilità di questa amministrazione è di aver perso tutto questo bagaglio di lavoro e di conoscenze, che poteva essere utilizzato”. Un esempio su tutti, gli atti a disposizione sul portale specializzato Urbanisticafoggia.org. Un sito che è stato oscurato subito dopo la vittoria di Franco Landella. Marasco ha anche ribadito che “non ci sono stati fattori esterni, che hanno impedito il Pug“.
“Ho avuto modo di lavorare con la tecnostruttura senza ricevere nessuna pressione. Dopo 2 anni nel febbraio 2014 mi è stata ritirata la delega di assessore”, commenta.
Cosa resta di quel lavoro? La nota aggiuntiva al Dpp che deve essere aggiornata in minima parte, il Piano di Area Vasta, l’Orbitale, il Piano dell’Asi, che non riesce arrivare in aula benché il sindaco Landella sia nel CdA da anni, la definizione di Piano di edilizia pubblica, il Corridoio ecologico del fiume Cervaro per le borgate, l’idea di una valorizzazione degli immobili di Masseria Giardino, il Laboratorio del Pug. Questo il suo elenco, “sacche di non definizione” che oggi, secondo Marasco, potrebbero rallentare il processo verso il Pug. Sui Pirp, le maggiori lacune. Pirp A e B, da 4 milioni ciascuno, di cui 1,6 ml le opere di urbanizzazione. E 59 alloggi Erp che mancano all’appello. “Col B c’è un permesso a costruire a fianco all’Ataf. Ci sono imprese che hanno pure presentato domanda. 3,5 milioni di finanziamenti per 35 alloggi e 500mila euro per un parco al Rione Martucci. Che si vuol fare del Pirp? Sono 24 alloggi invece quelli del Rione Biccari. Tutti atti inevasi con ovvie conseguenze”.
La sua conclusione è netta. “Le amministrazioni hanno seguito pedissequamente quello che era stato definito nel Dpp. La cornice già all’epoca benché non ancora approvato il Pums il piano del tratturi e il piano di coordinamento provinciale era chiara. La seconda conferenza di pianificazione si concluse con un appello al dirigente della Provincia Biscotti per un piano di ricognizione dei beni storici. Ma né quello né la Carta dei beni archeologici con la convenzione col prof Volpe sono stati presi in considerazione. Quelle carte non sono state neppure aperte da Landella e dalla sua Giunta, eppure è patrimonio della città”.

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