Conte a casa sua. Tanta l’emozione: “Oggi si suggella ciò che già era nel mio cuore”

Cordoni umani a salutare il premier a San Giovanni Rotondo per i tre giorni di San Pio. “Conosco il cuore dei Sangiovannesi e l’amore verso questa comunità”

Cordoni umani a salutare il premier Giuseppe Conte a San Giovanni Rotondo per i tre giorni di San Pio. Cittadinanza onoraria per lui dall’amministrazione Cascavilla in consiglio comunale, alla presenza dell’anziano padre Nicola Conte.
“Ci aspettiamo e siamo qui a chiederle che ponga attenzione per tutta questa nostra terra che vive divisioni e profonde contraddizioni”, ha detto il sindaco.
“Conosco il cuore dei Sangiovannesi”, è stato l’esordio in chiostro del premier. Per lui è stato un bagno sentimentale nell’affetto e nei ricordi.

“Sono stato tante volte in questo palazzo, avevo i pantaloni un po’ più corti. Mio padre venne a fare il segretario e iniziai a scoprire San Giovanni. Mi sembrava un paese avvolto nel mistero, ricordo il fascino di un paese che ho visto svilupparsi. C’era una dimensione di sobrietà assoluta con una lunga esperienza religiosa. Conosco il cuore dei Sangiovannesi e l’amore verso questa comunità. Poi si fece sentire lo slancio cosmopolita, l’anelito verso l’esterno era grande. L’università mi portò fuori. Ma vi confesso che ho avvertito sempre più forte il richiamo di questa terra crescendo. Gli impegni non mi terranno lontano dal Gargano. Ogni volta che torno da Roma mi sembra di respirare, il trapasso mi sconvolge”.

E ancora: “Oggi si suggella ciò che già era nel mio cuore. Non so se ho tutti questi meriti ma mi impegno con la massima concentrazione. L’Italia ha tutte le carte in regola per sviluppare una dimensione più felice, di crescita. Stiamo varando un programma di riforme. Confido che tutti potremo essere orgogliosi del governo al di là delle appartenenze politiche nella prospettiva di essere orgogliosi di essere italiani. Per una radice di identità. Mi spronare a fare ancora meglio”.

Nella intervista pubblica il premier ha parlato del suo rapporto con la fede e delle riforme strutturali di cui l’Italia ha bisogno. “L’Italia sorprenderà l’Europa e il mondo con la crescita che riusciremo a realizzare”.
Padre Pio dal suo canto ha vissuto con semplicità e umiltà. “Ha vissuto la sua vita in un perimetro di pochi metri”.
Netto sulla Diciotti e sull’immigrazione temi sui quali ha avuto molti applausi dal pubblico.
“Su quel caso, l’ho riferito in Senato, siamo intervenuti per salvare le vite umane, quelle persone hanno avuta continua assistenza sanitaria, non è stata una vicenda edificante, ma non per l’Italia, per l’Europa. La responsabilità era da attribuirsi alle autorità maltesi, quei giorni lì abbiamo spesi per fare il giro delle cancellerie europee. La politica dell’immigrazione non può valutarsi sul piano emergenziale. Guardiamo più che ai valori cristiani ai valori della nostra Carta costituzionale”.
I toni della politica sono un po’ concitati, ma vale anche per gli altri paesi, ha sottolineato.

“Un altro caso Diciotti è una sconfitta per tutti. Serve un meccanismo di gestione condivisa per lo sbarco, l’accoglienza e i rimpatri. Una accoglienza indiscriminata non è più possibile.
In 5 anni sono sbarcati 588mila migranti, se non riusciamo a dare prospettive, non facciamo accoglienza. L’Italia non può farsi carico di questo problema solo perché è avamposto del Mediterraneo. Quelle che vengono definite derive nazionaliste non sono altro che un motore di reazione ciclico, tanto più si rafforzano le forze centripete tanto più ci sono spinre localistiche e si perdono l’afflato e le ragioni dello stare insieme con gli organismi sovranazionali. Sono un convinto europeista, ma l’ho detto ai leader europei: se voi non ci aiutate le spinte nazionalistiche cresceranno. Io so che c’è una soglia di povertà assoluta, questo non mi fa dormire la notte. C’è poi la povertà relativa. Non ci possiamo accontentare dei decimali. Mi interessa progettare riforme per una crescita vera”.

Questa notizia puoi leggerla direttamente sul tuo Messenger di Facebook. Ecco come