Banchetti verdi del governo di cambiamento, Longo: “Passerò a votare, quello che dice Salvini in tema sovranista mi convince tantissimo”

“D’accordo quando lui dice che sul fronte europeista chiamano populista tutto quello che non è condiviso dalla Troika. Mi fa ricordare molto il governo Berlusconi del 2011”

Sei d’accordo sulla sottoscrizione di un contratto di governo con il Movimento 5 Stelle per perseguire e realizzare, tra gli altri, questi 10 punti? Si o no? Sarà questa la domanda che i leghisti locali nei loro banchetti sottoporranno a militanti, iscritti e a quanti tra i cittadini elettori vorranno dare il loro contributo. I banchetti verdi saranno presenti non solo nel capoluogo, ma anche a Torremaggiore e a Manfredonia. I punti qualificanti del contratto di governo, la cui bozza di qualche giorno fa ormai circola veloce sui siti e sulle messaggerie WhatsApp, per la Lega sono: l’eliminazione della Legge Fornero, il blocco degli sbarchi e rimpatrio degli irregolari, l’introduzione della flat tax per famiglie ed imprese, l’eliminazione delle più vecchi accise sulla benzina, il taglio della burocrazia con l’abolizione degli studi di settore, la pace fiscale con saldo e stralcio delle cartelle esattoriali per i piccoli contribuenti, salario minimo e lotta al precariato, autonomia e maggiori risorse agli enti locali, taglio agli sprechi, asili nido gratuiti e Iva zero sui prodotti per l’infanzia, la ridiscussione di tutti i trattati europei e l’affermazione del principio di sovranità, potenziamento di risorse e personale per le forze dell’ordine.

Molti sono galvanizzati dalla bozza del contratto M5S-Lega. Il leader della destra sovranista foggiana Bruno Longo (nella foto in alto con Salvini e Ursitti), che ha conosciuto Matteo Salvini nella sua tappa termolese, non ha ancora letto il patto gialloverde, ma si presenterà al banchetto per il referendum leghista.

“Passerò al banchetto, la trovo una forma di proselitismo politico buono. Ho ascoltato il messaggio di Salvini e lo condivido in gran parte, sono d’accordo quando lui dice che sul fronte europeista chiamano populista tutto quello che non è condiviso dalla Troika. Mi fa ricordare molto il governo Berlusconi del 2011. Quella dei banchetti è una forma intelligente di comunicazione con gli elettori, anche se c’è molta forma e poca sostanza. Avrebbero dovuto interpellare gli elettori prima di scrivere l’alleanza e non dopo. Ognuno ha le sue idee e le sue opinioni, a me quello che dice Salvini in tema sovranista mi convince tantissimo e mi convince anche il suo modo di comunicare, anche se questo referendum lo trovo un po’ vuoto, sebbene sono sicuro che aiuterà la mobilitazione. Tuttavia non sono queste le forme di coinvolgimento dei cittadini, preferisco le forme assembleari”.

Crede nel governo del cambiamento? Cosa cambierà a Foggia in tema di migranti? “All’inizio non potrà cambiare nulla, sono tutte norme che devono essere tradotte in legge, servono i decreti attuativi”, osserva Longo. Nel contratto si legge che “è necessario il superamento del regolamento di Dublino. Attraverso il ricollocamento obbligatorio e automatico dei richiedenti asilo tra gli Stati membri dell’UE in base a parametri oggettivi e quantificabili, e il reindirizzo delle domande di asilo verso altri paesi deve garantirsi il rispetto del principio di equa ripartizione delle responsabilità sancito dal Trattato sul funzionamento dell’UE”.

Ma non sarà semplice ricollocare quei 5 miliardi di contributi per l’emergenza immigrazione oggi gestiti direttamente da associazioni e prefetture.

L’amministrazione Landella sul Quartiere Ferrovia si è limitata ad un maggiore controllo e a qualche animazione sul Viale, in tema di integrazione non si è spesa molto. Ma Longo si giustifica: “Abbiamo dovuto affrontare infiniti debiti fuori bilancio quasi 30 milioni. Siamo intervenuti sul mercatino dei migranti a Piazza Libanese, ci sono molte famiglie straniere, tutte regolarizzare, che oggi pagano la tassa di occupazione pubblico. Li abbiamo riconosciuti, partirà a breve una gara da 180mila euro, per i bagni e per le postazioni. Per l’integrazione ci vogliono i soldi e la disponibilità, la Prefettura ci ha chiamato e ci ha chiesto se avevamo strutture pubbliche per l’integrazione. Abbiamo segnalato un asilo, quello del quartiere al Cep, mentre dei privati come quelli della struttura dell’ex Mercato Ortofrutticolo su Corso del Mezzogiorno si sono candidati per l’accoglienza. Su questi ed altri temi, io credo che l’Europa non farà passare niente a M5S e Lega, tutto quello che vorranno fare gli resterà in mano. Dall’esperienza che mi sembra un trappolone fatto al M5S e alla Lega. Un modo per farli fallire e per far cambiare idea alla gente, che li ha votati perché è disperata, siamo ad un livello di povertà pauroso, abbiamo consumato tutti i nostri risparmi col passaggio dalla lira all’euro, riducendo il nostro potere d’acquisto. Io credo che difficilmente riusciranno ad applicare il loro programma di governo, ma mi auguro di sbagliarmi”.

Una cosa è certa: la Capitanata e tutti gli enti locali avranno come unici loro interlocutori parlamentari pentastellati.

“Ad oggi non ho capito la loro strategia, i portavoce sono assenti nella comunicazione, sono scarsi, a livello locale non si sono fatti sentire, ma è ovvio che qualora riuscissero a formare il governo, le interlocuzioni ci dovranno essere, questo può significare molto e niente, loro si trovano ad occupare un ruolo all’improvviso, ma io non credo che siano dei fessi. Di istanze ce ne sono tante da porre a costoro.  Ad esempio, i temi di Mezzogiorno che ha coefficienti diversi. Noi abbiamo bisogno di prendere in mano le istanze, dobbiamo invertire il gap infrastrutturale, il tutto passa come la modifica come il titolo V della costituzione e la fiscalità locale , la prima cosa da farsi è interrompere questa catena. Per Foggia, serve insistere per le vie e l’aeroporto, per la difesa dell’agricoltura, serve tutelare l’agricoltura a livello locale. Non possiamo sottostare alla globalizzazione, non possiamo vedere i nostri prodotti sbeffeggiati dal prodotto cinese, gli agricoltori che sono messi alla berlina, senza un minimo di guadagno”.



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