Salvini: “Foggia casa mia”. E Landella dona assessorato Sicurezza ai leghisti. Omaggio a Tatarella

Grande partecipazione in Sala Fedora per l’arrivo di Matteo Salvini per la presentazione della biografia di Salvatore Tatarella edita da Il Castello.
“Evochiamo la memoria dei valori della destra di Salvatore Tatarella che con Pinuccio è un caposaldo di questa terra. “Oltre il polo”, era il suo slogan per l’unità che ha consentito al centrodestra di vincere”, ha detto in esordio in sala il sindaco Franco Landella. “A Foggia dobbiamo ritornare uniti”, ha annunciato, ricordando “l’amico che non c’è più Giuliano Giuliani“. “La presenza di Salvini ha rotto quella cultura antimeridionalista. Il Sud deve ritornare nel programma del centrodestra. Pari opportunità. Sul palco di Firenze, rappresentavo l’unità. Per saldare questo legame dono l’assessorato alla sicurezza e alla Polizia locale al gruppo di Noi con Salvini con l’auspicio dell’unità. Viva il centrodestra unito”, ha rimarcando, spiazzando tutti. Già questa mattina, era nell’aria una ricomposizione del centrodestra con l’assegnazione di una delega ai tre eletti Joseph Splendido, Antonio Vigiano e Alfonso Fiore prima della votazione del bilancio. “I doni li facciamo portare a Gesù Bambino”,  è stata la battuta dello stesso Salvini. Dubbioso Vigiano. “Non ci servono regali, le processioni si vedono quando si ritirano, non ha voluto neppure incontrarci e ora esce con questo annuncio”, il “mugugno”.

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I Tatarella

Ampio il ricordo dei due fratelli politici. Con Vittorio Sgarbi e Nello Musumeci. “Io ho voluto contribuire con una idea della cultura. Castel Vetrano non era il paese di Messina Denaro, ma di Benedetto Croce. Non possiamo avere scarafaggi come Di Maio. Noi oggi abbiamo un compito importante, ripetere. Il ponte reale verso l’Italia: il risultato siciliano sarà quello italiano. Dialogo era la parola di Salvatore Tatarella. Quando ebbe la leadership in contrasto con Fitto, ho vissuto questa diarchia, ma mi sono sempre sentito più vicino a lui per il suo amore per la bellezza”, è stato il racconto di Sgarbi, che ha elogiato lo spirito della Fondazione Tatarella e l’impegno dei figli Annalisa e Fabrizio. “Salvini oggi è un uomo di armonia, se la Puglia e l’Italia avranno un buon governo sarà merito di uomini come Tatarella”.

Musumeci ha parlato della loro amicizia sincera

“È un libro scorrevole. Lui si divertiva quando parlavo in siciliano, conversavamo alla maniera di Federico II. Pinuccio era il mio capo corrente, io guidavo la più grande federazione d’Italia. Il tempo del post fascismo si era concluso: noi cercavamo una destra ampia capace di includere esperienze diverse, ma che assieme a noi desideravano condividere una nuova strada. Alla fine degli anni 80 immaginammo una destra di governo e capimmo che quella era la stagione adatta. Cerignola condivide con Vizzini la Cavalleria Rusticana. Essere sindaco della propria città e attraversare le strade della propria città con la fascia tricolore è una emozione immensa”, è stato il ricordo di Musumeci, al suo primo viaggio fuori dalla Sicilia.
Il sapore amaro delle sconfitte e il gusto della vittoria. Tutto hanno vissuto insieme lui e  Tatarella.
“Salvatore con uno zaino pieno di futuro decide di lasciare la politica. “Questa non è una sofferenza, ma una liberazione”, diceva. Esco con le mie gambe, mi restituisco ai miei affetti e alla mia toga. Stava lavorando ad un libro su Cerignola. Io sono qui perché non ho tradito le radici, resto un uomo di destra, ma questo centrodestra non è ancora il mio centrodestra, non può essere un luogo della geografia politica, ma deve essere un comune pensare. Oggi il centrodestra lo vedo arrampicato più a spazi di potere che al consenso popolare. Soprattutto qui al Sud, apprezzo l’apertura di Salvini al Mezzogiorno: l’Italia perisce o si salva se resta unita, è una scelta di coraggio. Ma nell’era della globalizzazione l’Italia deve trovare mille villaggi. Tatarella lascia una bellissima eredità”. Nel suo segno si può sconfiggere “la demagogia grillina e il centrosinistra prigioniero del proprio dogma”.

Salvini pensiero

In tempi post ideologici, il leader della Lega appare più legato ai valori anticapitalisti della sinistra radicale. Un paradosso. Parla di dicotomia tra vita reale e vita virtuale. “I tg parlano di invasioni di fascisti, nazisti e russi, la vita vera degli italiani a rischio povertà. Dobbiamo smontare questa Europa e rimettere al centro la vita vera, sembriamo in una gabbia come dei criceti, giriamo in una ruota, che è gestita poco da Roma e molto da Bruxelles, Berlino e Francoforte. l’Italia è un imprevisto, perché fondata sul piccolo e in questo piccolo vogliono fregarci”. Legge Fornero, pensioni, aperture domenicali, caporalato, famiglia, “non possiamo morire da consumatori”. Il tempo e l’olio e le farine, consegnate dal solito Enzo Smacchia. Salvini ha il suo carnet di parole chiave che fanno scattare l’applauso. ” È l’inizio di un percorso, conto di fare tanta strada insieme a voi. Sono più in Puglia che in Lombardia, non mi interessano solo i voti, ma le teste e i cuori”, ha rimarcato sapendo di ambire al 10 per cento. In sala i militanti di sempre, come Silvano Contini e i nuovi. Più gli amici come Raimondo Ursitti.
Con loro anche Primiano Calvo che a l’Immediato ha ricordato di “non aver favorito lo smaltimento illegale di rifiuti”. In una rettifica scrive: “Ho fatto opposizione alla realizzazione di un impianto per lo smaltimento di FORSU a San Severo e di una discarica per rifiuti speciali pericolosi a Serracapriola, e continuerò ad oppormi alle politiche del presidente della Regione Puglia che rischiano di trasformare la Provincia di Foggia in una “pattumiera”.
Sono assolutamente estraneo a qualsiasi traffico illecito di rifiuti che, tra l’altro, non mi è stato mai contestato, come provano gli atti della magistratura di Bari e come può confermare il mio difensore on. avv. Francesco Paolo Sisto, bensì sono stato accusato di aver svolto il ruolo di intermediario in un presunto episodio di concorso in corruzione, in merito al quale ho gli argomenti per dimostrare la mia innocenza”.

La tappa a Manfredonia

Dopo Foggia, il leader leghista si è recato a Manfredonia per un comizio in Piazza del Popolo. In riva al golfo ha tenuto banco la polemica sul presepe, rimosso proprio a causa dell’arrivo del politico milanese. “Lo stesso Salvini si è detto entusiasta di svolgere il comizio vicino ai simboli della nostra tradizione. Quando ci hanno detto che avrebbero smontato il presepe, seppur momentaneamente, ci siamo rimasti male. E lo stesso dicasi per Matteo. Quindi, attribuire la responsabilità a noi per lo spostamento temporaneo è davvero incredibile. Evitiamo di toccare il fondo e di esprimere critiche false e strumentali”. Queste le dichiarazioni rilasciate a statoquotidiano.it dalla coordinatrice provinciale di “Noi con Salvini”, Patrizia Melchiorre.

Durante il comizio, il leader leghista ha toccato vari temi, dal lavoro alla sanità. “In Puglia sulla sanità ne abbiamo sentite di tutti i colori”. E sulla disoccupazione ha aggiunto: “Troppi ragazzi lavorano per 3 euro all’ora. Bisogna ridare dignità al lavoro”. Infine l’affondo sul Pd: “Renzi doveva cancellare Equitalia ma li ha cambiato solo il nome. La sinistra italiana ci ha svenduto alle multinazionali. Ci vogliono tutti consumatori ai centri commerciali. A comprare prodotti che arrivano dall’altra parte del mondo. Odiano il piccolo, odiano l’artigiano”.