Eliminazione barriere architettoniche a Foggia. “È rimasto solo un buon proposito…”

Antonio Vigiano

“Se dovessi dare una definizione dell’attuale governo di città, mi verrebbe da dire che è il governo dei buoni propositi, che la maggior parte delle volte rimangono tali”. Inizia così la nota stampa inviata dal consigliere comunale di Foggia, Antonio Vigiano. Il riferimento è soprattutto al “Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche, meglio conosciuto con l’acronimo PEBA che, benché da tempo deliberato ad unanimità dal Consiglio Comunale – spiega il consigliere -, è rimasto un buon proposito, persosi tra le stanze degli assessori al ramo e i referenti tecnici, sempre diversi”.

E ancora: “Ulteriore esempio è rappresentato dal Modello Foggia, concepito per tentare di contrastare i fenomeni del racket e dell’usura, anche questo rimasto un buon proposito, nei fatti sostituito dagli acquisti del sindaco di Foggia nei vari esercizi commerciali a turno vessati. Potrei fare altri esempi, mi sono limitato a due che mi riguardano da vicino, e in quest’ottica non posso non annoverare la delibera di giunta numero 51 del 27 aprile 2017, che ha previsto, direi lodevolmente, la creazione della “Cittadella del Volontariato” mediante la concessione in comodato di locali siti all’interno della palazzina comunale di via Sant’Alfonso de’ Liguori, per intenderci quella dove fino a qualche mese fa vi erano gli uffici dell’Annona, ad Associazioni di Volontariato operanti nel campo della protezione civile, promozione del territorio, sostegno della salute e tutela dell’ambiente.

Delibera questa, tra l’altro dichiarata immediatamente eseguibile, che ha demandato al dirigente della Protezione Civile di predisporre l’avviso pubblico e lo schema di contratto per la concessione in comodato dei locali disponibili. A meno che non sia stato abile nella consultazione dell’albo pretorio telematico, unica modalità di informazione anche per noi consiglieri comunali, almeno per quelli che non hanno la fortuna di appartenere ad una forza politica presente nell’esecutivo, ad oggi non è stato predisposto né l’avviso pubblico e meno che mai lo schema di contratto.

E intanto – continua Vigiano -, quand’anche non più Presidente della IV Commissione Socio Culturale, continuo a raccogliere il grido di aiuto di diverse associazioni che operano nel volontariato e che non si possono permettere l’affitto di una sede, e nel contempo continuo a sperare che l’avviso pubblico del dirigente della Protezione Civile giunga prima che sia troppo tardi, ossia prima che la palazzina di via Sant’Alfonso de’ Liguori venga vandalizzata e/o occupata abusivamente, come capita di sovente nella nostra città”.