Diossine e amianto, che incubo alle porte di Foggia. “Fibre nocive per la salute”

Questa mattina personale dei reparti territoriali e mobili dei carabinieri del Comando Provinciale, della Squadra Mobile e della Guardia di Finanza, delegati dalla Procura della Repubblica di Foggia, hanno dato esecuzione al provvedimento di sequestro preventivo per reati in materia dell’Ambientale e di tutela della Salute Pubblica dei terreni in cui è allocato il Ghetto dei Bulgari.

Hanno partecipato alle operazioni, che hanno rivestito particolare complessità sia esecutive che relative all’ordine pubblico, circa centocinquanta uomini delle forze di polizia delegate anche giovandosi del supporlo della Polizia Municipale di Foggia, dei Vigili del Fuoco, e del 118. Sul terreno, ad appena venti chilometri da Foggia, abitano in baracche ammucchiate una accanto all’altra, senza acqua, gas e servizi igienici, lavoratori stagionali bulgari, provenienti in gran parte da Sliven, una città della Bulgaria orientale. Lavorano nei campi della Capitanata, per le raccolte stagionali e non solo per quella del pomodoro da marzo ad ottobre, portandosi dietro moglie e figli. Nei periodi di massima affluenza, quello compreso tra i mesi di luglio ed agosto, nel campo si contano oltre quattrocento persone. Al momento dell’intervento, anche grazie ad un’attività dissuasiva alla permanenza effettuata nelle due settimane antecedenti al sequestro, attraverso controlli reiterati delle Forze di Polizia delegate, é stata contata la presenza nel campo di circa cinquanta persone. Le indagini, che hanno visto operare nella fase investigativa i carabinieri del Gruppo Forestale e l’Arpa Paglia, hanno permesso di appurare la presenza massiva, nell’area ricadente sul foglio n. 161 particella n_176 in agro di Foggia (di proprietà di Michele Farina) di rifiuti di vario genere abbandonati al suolo anche a seguito dell’ incendio di vaste proporzioni sviluppatosi in data 9 dicembre 2016 in cui perse la vita un cittadino di nazionalità bulgara che dimorava in una delle baracche insistenti nell’ area.
La Polizia Giudiziaria ha appurato, in ciò coadiuvata dall’Agenzia Ambientale e da laboratori di analisi accreditati, che i rifiuti abbandonati al suolo , già presenti in misura considerevole in considerazione della situazione di estremo degrado in cui i cittadini bulgari vivevano, si sono accresciuti a seguito dell’incendio e dei residui da questo prodotti determinati dalla combustione di plastiche, pannelli in legno e coperture in onduline di etemit.
L’estrema pericolosità per la salute degli abitanti é determinata dalla natura dei rifiuti e delle sostanze da questi sprigionatesi che, grazie all’azione dei venti, sono trasportate sotto forma di polveri sottili potenzialmente inquinanti per l’ambiente e pericolosi per la salute umana (se respirati per inalazione). Infatti le diossine. i furani e l’amianto in fibre la cui presenza é stata palesata e confermata nei rapporti di prova dei campioni prelevati in misura superiore rispetto ai valori soglia previsti da legge, rappresentano scientificamente agenti cancerogeni estremamente pericolosi perché é sufficiente l’inalazione anche di una sola fibra di amianto per determinare ad esempio malattie gravissime quali il mesotelioma pleurico.
Il pericolo d’inalazione è tale che le stesse forze dell’ordine, su indicazione dello SPESAL, hanno effettuato le operazioni di sequestro dotate di mascherine e presidi di protezione.
E stato accertato inoltre che i rifiuti, quantificabili in 7040 m3 circa venivano abbandonati in modo indistinto, e che erano in gran pade legati strettamente all’insediamento abitativo umano (accampamento — baraccopoli) ed alle sue “ordinarie’ attività.

Le prospettive di sviluppo del campo, connesse all’impiego saltuario/stagionale dei lavoratori agricoli stranieri ivi dimoranti, inducono ragionevolmente a ipotizzare che tali quantità fossero destinate ad aumentare esponenzialmente, con grave pericolo per l’igiene delle persone e per l’ambiente.
Gli elementi acquisiti consentono di ritenere sussistente il fumus del reato di gestione illecita di una discarica abusiva di rifiuti speciali pericolosi, rifiuti speciali non pericolosi e rifiuti solidi urbani.
L’area ricadente sul foglio n. 161. particella n. 176 in agro di Foggia é bene pertinente al reato sopra indicato ed ìl provvedimento di sequestro preventivo emesso dal Gip su richiesta della Procura mira ad impedire che si possano aggravare e/o protrarre le conseguenze del reato stesso dato che il passare del tempo può solo amplificare i suoi effetti nocivi e portare ad ulteriori ed estreme conseguenze il fenomeno dell’inquinamento dell’area. Si rimarca – fanno sapere dalla Procura – che l’area in questione é interessata dall’allarmante presenza di rifiuti anche pericolosi (amianto, diossina e furani) sottoposti a combustione e che continuano a sprigionare fibre pericolose e nocive per la salute umana una volta danneggiatisi oltre che per l’integrità e la salubrità dell’ambiente.
Si segnala, inoltre, che i provvedimenti amministrativi adottati al fine di ottenere lo sgombero dell’area e la successiva conseguente bonifica non avevano nei mesi precedenti sortito gli esiti sperati ed erano stati di fatto rimasti ineseguiti (si fa riferimento all’ordinanza sindacale n 8 del 9.2.17 in atti di cui é stata acquisita copia e le successive informative al riguardo stilate dalla Polizia Municipale di Foggia). Al fine di agevolare l’esecuzione delle ordinanze emesse e di eventuali ordinanze contingibili e urgenti emanate a tutela della salute pubblica la Procura di Foggia ha autorizzato il Comune, contestualmente alle operazioni di esecuzione del sequestro delegate alla Polizia Giudiziaria, ad espletare immediatamente le operazioni ritenute necessarie a mettere in sicurezza il sito inquinato. Il complesso apparato organizzativo posto in essere, con la partecipazione e collaborazione di tutte le forze di polizia delegate e di quelle disponibili a coadiuvarle, ha permesso di prevenire ed evitare problemi di ordine pubblico ed ha altresì permesso (l’attività é in corso) di espletare la necessaria attività a tutela della salute dei singoli e della collettività.



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