Si terrà domani, martedì 22 ottobre, organizzato dal Comune di San Severo, un corteo-fiaccolata che partirà alle ore 19 da via Salvemini, nei pressi del luogo dove è stata uccisa Celeste Rita Palmieri, 56 anni. Ad ammazzarla suo marito Mario Furio, 59 anni che si è poi suicidato. All’iniziativa sono stati invitati a partecipare i familiari della vittima, le autorità civili, religiose e militari, le associazioni di volontariato, del terzo settore, sportive e le scuole di ogni ordine e grado.
Il corteo proseguirà poi per viale II Giugno, via Padre Matteo d’Agnone, corso Garibaldi, corso Vittorio Emanuele e piazza Municipio per il momento conclusivo con l’intervento del sindaco Lidya Colangelo.
“In questi giorni di dolore la nostra comunità ha l’obbligo di raccogliersi – spiega la prima cittadina -, per non consentire alla rabbia di avere il sopravvento. La follia omicida di un singolo non deve avvilire il senso di umanità che ciascuno di noi porta con sé e che esprime nella propria famiglia e nella propria città. Nelle ultime ore della sua vita Celeste ha avuto il conforto di un uomo, di un cittadino che le ha stretto la mano, proprio nel luogo in cui veniva brutalmente colpita. Oggi noi siamo quel cittadino che infonde coraggio a chi ha paura. Per tutte le donne che costantemente vivono l’angoscia e il tormento, per Celeste e per ciascun cittadino che soffre l’indifferenza, ci uniremo in fiaccolata silenziosa, martedì 22, a partire dalle ore 19,00 con partenza da via Salvemini, nei pressi del luogo ove è stata spezzata la vita della nostra concittadina. La cittadinanza tutta è invitata a partecipare, insieme a Forze dell’Ordine, Istituzioni civili e religiose, associazioni, studenti, mondo del volontariato, del terzo settore. Porteremo con noi una candela e, laddove possibile, indosseremo scarpe rosse o un nastro rosso al polso; nel contempo, invitiamo tutti a voler manifestare la propria presenza anche attraverso la realizzazione di cartelloni e/o striscioni, che offrano anche visivamente i sentimenti di partecipazione e la testimonianza di affetto di tutta la popolazione sanseverese”.










