“Giove a Pompei”, dopo 96 anni torna a teatro l’operetta di Umberto Giordano

“Giove a Pompei”, l’operetta di Umberto Giordano torna a teatro dopo ben 96 anni. La messinscena, rappresentata per la prima volta in Puglia, ha l’obiettivo di valorizzare e riattualizzare proprio quegli aspetti dell’opera che alla prima – tenutasi a Roma, il 5 luglio 1921 – , suscitarono perplessità nella critica. Il secondo appuntamento (il primo è stato l’Andrea Chenier, ndr) con le celebrazioni in occasione del 150° anniversario della nascita del compositore foggiano è per venerdì 5 e domenica 7 maggio al Teatro Giordano di Foggia. L’opera non è stata più eseguita dagli anni Venti perché le parti musicali andarono perdute durante un incendio. Nell’autunno 2008 però, il direttore artistico Dino De Palma ordinò di ripartire da una partitura miracolosamente sopravvissuta e quindi ridare luce a questo lavoro sconosciuto ai giorni nostri seppur d’indubbio interesse storico e musicale. 

“Giove a Pompei” sarà diviso in tre atti con le musiche di Umberto Giordano e Alberto Franchetti. L’orchestra sinfonica del Conservatorio di musica di Foggia “U. Giordano” sarà diretta dal maestro Gianna Fratta. A dirigere invece, il Coro lirico Pugliese sarà Agostino Ruscillo.               

Nel cast vocale: Sergio Vitale (Giove), Daniela Brura (Lalage), Aldo Caputo (Aribobolo), Matteo D’Apolito (Parvolo Patacca), Angela Bonfitto (Calpurnia), Francesco Pittari (Marcus Pipa), Italo Proferisce (Aricia). La regia è di Cristian BiasciLe celebrazioni sono organizzate dal Comune di Foggia in collaborazione con il Conservatorio “Umberto Giordano”, l’Accademia di Belle Arti, l’Università di Foggia e la Fondazione Banca del Monte e la Fondazione “Apulia Felix”. Col sostegno di Amiu Puglia – servizi e tecnologia per l’ambiente e del Teatro Pubblico Pugliese.

L’evento celebrativo è targato 100 per cento dalla città di Foggia, coordinato e promosso dal MiBACT – Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo -. Questa mattina l’opera è stata presentata nella Sala Fedora del Teatro, alla presenza del sindaco di Foggia Franco Landella, l’assessore comunale alla Cultura Anna Paola Giuliani, il dirigente comunale del settore Carlo Dicesare, la dottoressa Ileana Sapone per il Teatro Pubblico Pugliese, il direttore del Conservatorio Francesco Di Lernia, il vice rettore dell’Università di Foggia Giovanni Cipriani, il direttore dell’Accademia di Belle Arti di Foggia Eva Belgiovine, il presidente della Fondazione dei Monti Uniti di Foggia Saverio Russo e il presidente del settore Cultura Antonio Vigiano. 

La commedia musicale Giove a Pompei nasce nel periodo forse più entusiasmante della cultura artistica europea del XX secolo. Il periodo nel quale le Avanguardie imperversano con i loro svariati “ismi” e molte forme d’arte cosiddette ‘nuove’ si stanno facendo largo tra il grande pubblico. Tutti i personaggi della commedia musicale sono in qualche modo “caricature” di loro stessi. “Sarà una prima moderna a tutti gli effetti. Proprio per questo sarà registrato un apposito dvd dell’opera che andrà sul mercato internazionale – ha spiegato Dino De Palma –. Oltre a questo ci sarà anche un passaggio integrale dell’opera su Sky HD Classica, che darà la possibilità a tutti gli spettatori del mondo di poter vedere cosa si fa a Foggia e cosa ha fatto il maestro Giordano. Speriamo che l’anno giordaniano abbia un prosieguo, grazie anche all’apporto dell’Art Bonus“. 

Gianna Fratta

“Operetta è un vezzeggiativo di opera, ma in questo caso è un genere musicale e questo significa che non è un po’ meno di  niente – precisa la direttrice d’orchestra Gianna Fratta -. Si tratta di un’alternanza di musica con parti recitate e una serie di colpi di scena. Il pubblico assisterà a tante trovate, ad esempio l’ingresso del Faraone, l’eruzione del Vesuvio e la discesa di Giove dall’Olimpo. È un genere che farà divertire e che siamo certi arriverà a tutti, anche ai più giovani. Siamo abituati a collocare Giordano con l’Andrea Chénier, Fedora, ai grandi titoli drammatici, qui invece ascoltiamo un Giordano completamente inedito – aggiunge il maestro -. Assisteremo a cori frizzanti, sempre pieni di ritmi gioiosi e giocosi, tipi di orchestrazione brillanti. Quando si torna nella propria città e si punta al territorio in cui si vive c’è una responsabilità maggiore nel dare il meglio di sé. Foggia vivrà la magia della creazione nata da un semplice pezzo di carta”. 

Giovedì 4 maggio, alle 19, nell’auditorium Santa Chiara, ci sarà la guida all’ascolto dell’opera, con il libretto di Luigi Illica e Ettore Romagnoli. “Abbiamo accolto giorni fa la proposta da parte dell’amministrazione comunale di collaborare alla realizzazione del busto in onore di Giordano” – ha annunciato Saverio Russo. “Non solo busto ma anche l’ipotesi di una possibile fondazione che possa rilanciare sia il nome di Giordano ma anche tutte le attività che abbiamo messo in atto e che pensiamo di portare avanti come comitato tecnico scientifico”, ha annunciato il dirigente alla Cultura Carlo Dicesare. 

Lo spettacolo ha l’intento di restituire la musica lirica e la cultura classica a un pubblico più vasto, prevalentemente giovanile, valorizzando una storia che è in certo senso metafore delle opportunità ma anche dei rischi della cultura meridionale.

“È stato fatto un lavoro incredibile. C’è una sorta di mondo parallelo con gli anni ’20. L’opera mette insieme un genere di prosa e un genere operistico con parti cantate e orchestrate – spiega il regista Biasci -. Ci sono una serie di rimandi del periodo dell’epoca: scioperi, contrasti, preti”. Le scene sono curate da Francesco Gorgoglione, curatore con l’Accademia delle Belle Arti di Foggia. Ai costumi Diego Pecorella della Sartoria Shangri-la di Foggia. Effetti speciali e proiezioni in 3D a cura di Raffaele Fiorella. Tre giorni al debutto di venerdì 5 maggio alle ore 21. Biglietti disponibili su BookingShow.it.