A Foggia città il 71% di NO al referendum, Landella: “Capoluogo vivo, attivo e attento”

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“Il referendum sulla riforma costituzionale è stato un grande festa della democrazia”. Ad affermarlo è il sindaco di Foggia, Franco Landella, a poche ore dalla pesante sconfitta di Matteo Renzi che ha portato alle dimissioni del premier. “Un momento in cui i cittadini sono tornati ad essere protagonisti dei processi decisionali – il commento del primo cittadino -, soprattutto in riferimento ad argomento delicato ed importante come la modifica della nostra Costituzione. I dati relativi all’affluenza da questo punto di vista sono stati un decisivo indicatore della voglia di partecipazione: Foggia, con i suoi complessivi 74.482 votanti, pari al 61,89%, è tra i centri della Capitanata in cui, anche in rapporto alla densità demografica, si è registrata la migliore performance in termini di partecipazione popolare.

Un dato che testimonia una straordinaria vivacità democratica. La discussione, il confronto, la dialettica, l’interesse per i temi e le questioni che si sono registrati in questa lunga ed entusiasmante campagna referendaria sono infatti il sale della democrazia. Foggia si è dimostrata una città viva, attiva, attenta”.

Secondo Landella, “per ciò che riguarda l’esito della consultazione, invece, sono state largamente premiate le posizioni di chi, come me, ha difeso l’impianto della nostra Costituzione da una riforma che avrebbe peggiorato il funzionamento del sistema istituzionale. Tra i grandi centri della Capitanata Foggia è stato quello in cui il ‘No’ ha vinto con la percentuale più alta, attestandosi al 71%. Dato che ne ha fatto il migliore capoluogo di provincia pugliese, dopo Brindisi, in cui l’opposizione alla riforma si è imposta in modo più netto. Un risultato di cui sono orgoglioso e che premia il lavoro che è stato svolto da Forza Italia in questa campagna referendaria”.

E conclude: “Credo che questa affermazione aiuti tutti a pensare adesso a questa materia con un occhio diverso, anteponendo le ragioni della condivisione alla forza dei numeri, con una particolare e migliore attenzione anche alle ricadute che le modifiche costituzionali possono determinare per il sistema degli Enti Locali. Un sistema che, oggi più che mai, ha bisogno di essere sostenuto ed aiutato”.