Tragedia via Gramsci, 20enne chiede scarcerazione. Tutte le contestazioni della difesa

luigia campanaro

Spera nella scarcerazione Ciro Gabriele Corvino, il 20enne accusato della morte di Luigia Campanaro, 25enne foggiana travolta e uccisa in via Gramsci e del ferimento di A.B., 30enne fidanzato della vittima. I legali del giovane hanno fatto ricorso al tribunale della libertà di Bari per chiedere la scarcerazione o, almeno, gli arresti domiciliari. Pesanti le accuse: omicidio stradale per aver guidato oltre i 50 chilometri orari in centro urbano ed omissione di soccorso. L’obiettivo della difesa è attenuare le esigenze cautelari. Il gip ha disposto il carcere per evitare il rischio di reiterazione del reato. Per l’avvocato del 20enne, però, bastano la revoca della patente e i domiciliari per evitare che il giovane ricaschi nello stesso errore. Inoltre ad ammorbidire la posizione del 20enne ci sono anche la confessione e il suo stato di incensuratezza. Contestata anche l’aggravante della fuga in quanto il 20enne sostiene di non essersi accorto di aver investito la ragazza e il suo fidanzato scoprendo della tragedia solo qualche ora dopo. Ma inizialmente aveva negato ogni addebito sostenendo di essere stato colpito anche lui da una presunta auto pirata, crollando solo successivamente davanti al giudice.

Restano estranei all’inchiesta due coetanei di Corvino, assieme a lui al momento della tragedia. Ricordiamo che quella sera Corvino guidava in direzione viale Kennedy (e non verso la questura come emerso inizialmente). L’auto, una Opel Zafira, viaggiava spedita oltre i 50 km/h prima di evitare un’auto parcheggiata in doppia fila. Una manovra brusca dopo la quale il 20enne ha perso il controllo del mezzo nel tentativo di rimettersi sulla propria carreggiata. A quel punto ha urtato alcune auto in sosta e, purtroppo, anche Luigia Campanaro in compagnia del fidanzato.

La poca illuminazione di via Gramsci e l’auto parcheggiata in doppia fila sono gli altri elementi sui quali si basa la difesa del 20enne, risultato negativo ai test di alcol e droga. Per la vicenda, il giovane dovrebbe avanzare richiesta di processo con rito abbreviato che gli garantirebbe lo sconto di un terzo della pena. Nel caso della morte di Luigia Campanaro, il reato di omicidio stradale, introdotto a marzo scorso, prevede da 5 a 10 anni di reclusione in quanto l’imputato ha causato l’incidente per via dell’eccesso di velocità e di una condotta pericolosa.