Di Battista riempie la piazza foggiana: “Tutti insieme e senza barriere per dire NO”

Questo pomeriggio sul palco foggiano del “TreNOTour”, sono intervenuti i portavoce M5S pugliesi Rosa Barone (consigliere regionale), Giuseppe Brescia (deputato) e Giuseppe L’Abbate (deputato). Di seguito alcune loro dichiarazioni: “Per qualsiasi cittadino italiano, a prescindere dal colore politico, non c’è un voto più importante di quello del 4 dicembre. – ha detto la consigliera regionale foggiana del Movimento 5 Stelle, Rosa Barone –. Questa è una riforma che non aggiunge un solo diritto ma che piuttosto ne sottrae, in aperta contraddizione con quanto scritto nell’art. 1 Cost. secondo il quale la “sovranità appartiene al popolo”.

Successivamente sul palco di piazza Cesare Battisti è stato il turno del deputato barese pentastellato Giuseppe Brescia appena rientrato dalla tappa a Mosca del “NoWorldTour”, il tour per il “No” che il M5S ha organizzato per gli italiani all’esterno: in un paese con 10 milioni di poveri e il 65% di disoccupazione – ha detto Brescia – l’unica preoccupazione di questo Governo è quella di andare a toccare i diritti fondamentali dei cittadini” e in merito ad alcune modifiche previste da questa riforma costituzionale come l’aumento da 50.000 a 150.000 delle firme necessarie per presentare una proposta di legge di iniziativa popolare: “possibile che per questo Governo siano queste le priorità del Paese in questo momento storico?”.

A chiudere gli interventi dei pugliesi sul palco di Foggia è stato il deputato polignanese Giuseppe L’Abbate: “Possiamo ancora fidarci di un Presidente del consiglio che dal giorno del suo insediamento ha ripetutamente mentito al popolo italiano? Possiamo fidarci di una persona che l’altro ieri ha votato nella delega fiscale una norma che obbligherà tutte le aziende agricole a fare la dichiarazione IVA trimestrale anzichè annuale come è stato finora, soltanto perchè una associazione di categoria si è schierata in favore del “Sì” al referendum. E’ necessario opporsi ad una riforma che creerebbe un parlamento costituito per il 70% da persone scelte dai partiti e non dai cittadini che hanno il sacrosanto diritto di scegliere i propri rappresentanti. Con un “no” il 4 dicembre – ha concluso – abbiamo finalmente la possibilità di mandare a casa Renzi“.