Allarme sicurezza in provincia di Foggia, il capo della polizia Gabrielli: “Serviranno più agenti”

Doppio appuntamento a Foggia con il capo della polizia, Franco Gabrielli. In mattinata incontro in Curia con il vescovo Vincenzo Pelvi, poi l’appuntamento in questura. Infine l’incontro fugace coi giornalisti. “Foggia è una realtà complessa – ha detto -. Si fa il possibile ma c’è carenza di agenti (come sottolineato giorni fa dagli stessi poliziotti, ndr). Una questione sulla quale stiamo lavorando”. Tanti i temi nell’incontro in questura: immigrazione, inchiesta sul Cara, criminalità organizzata, criminalità comune. “Sul Cara di Foggia c’è un’attività di ricognizione da parte del ministero degli Interni. Ma non sono io la persona deputata ad affrontare questa vicenda”. Gabrielli ha parlato più in generale di minaccia terroristica in Italia “ma l’allarmismo – ha specificato – sarebbe ingiustificato. Forze di polizia e intelligence stanno svolgendo il loro lavoro”.

Sulla Capitanata si è detto a conoscenza di tutte le questioni più calde: “Foggia è una realtà che conosciamo bene, veniamo continuamente informati. Un territorio complicato, dove i problemi non mancano sotto il profilo della grande criminalità e della criminalità diffusa. Ritengo che questa provincia debba vedere aumentare gli organici, stabiliti nel 1989. Vanno rivisti ma ci stiamo lavorando. C’è un tavolo a Palazzo Chigi che sta ridefinendo gli organici nelle forze di polizia e credo si stia facendo un lavoro molto serio. Serve una presenza più razionale sul territorio per evitare sovrapposizioni. Saranno ridisegnati i presidi di polizia – ha annunciato -. I temi della sicurezza in provincia di Foggia sono di gran lunga superiori a quelli organici stabiliti 30 anni fa”. In buona sostanza il quadro è notevolmente peggiorato dagli anni ’80 ad oggi, perciò urge potenziare le forze dell’ordine locali. Gabrielli ha promesso massimo impegno in tal senso.

Il messaggio del vescovo Pelvi

foto2Rivolgo un sentito ringraziamento al capo della polizia, prefetto Franco Gabrielli, per l’elevata sensibilità mostrata nell’aver accettato il mio invito. Conscio delle sue conclamate qualità di fedele servitore dello Stato, mi sono sentito incoraggiato nell’affidargli, in una missiva riservata  inviatagli ai primi di settembre, alcune riflessioni sulla realtà della Città di Foggia e della provincia, fortemente condizionate dalla presenza di numerose attività criminali.  

All’incontro odierno hanno preso parte anche il questore di Foggia, Piernicola Silvis, il vicario generale della diocesi, don Filippo Tardio, il direttore della Caritas Diocesana, don Francesco Catalano, ed il presidente della Fondazione Antiusura Buon Samaritano, Giuseppe Cavaliere. La presenza della Caritas Diocesana e della Fondazione Buon Samaritano per una testimonianza dell’incisiva azione portata avanti dalla Chiesa foggiana a difesa della dignità della persona umana.

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Nel corso dell’incontro è stata evidenziata l’encomiabile azione portata avanti con professionalità, competenza ed abnegazione dal prefetto, dall’autorità giudiziaria e dalle forze dell’ordine, a cui rivolgo la mia più sentita gratitudine e riconoscenza, e nello stesso tempo abbiamo auspicato nuovi segnali che testimonino la vicinanza ed attenzione da parte degli organismi centrali dello Stato. La presenza oggi a Foggia del capo della polizia è la dimostrazione più eloquente di tale vicinanza e le assicurazioni del prefetto Gabrielli ci hanno confortato nel proseguire con forza e convinzione, nel solco di Foggia Reagisce, in un percorso di fede e di speranza e nella nostra decisa azione di contrasto alla criminalità ed all’illegalità in genere,  allo scopo di assicurare un clima di maggiore serenità alla collettività foggiana”.





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